Siamo andate al Pitti con le migliori intenzioni ma poi -siamo pur sempre Cosebellers- non ci abbiamo messo molto a dimenticarci dei buoni propositi: speriamo che ci perdonerete se questo reportage fotografico è un po’ tutto al femminile, nonostante forse vi sareste aspettati succulentissime anticipazioni su come vestire i vostri fidanzati il prossimo autunno inverno.

Il tema di questa edizione è stato il potere narrativo degli abiti celebrato dal layout “Bookswear mania” a cura di Oliviero Baldini: dopo esserci chieste se qualcuno di quei libri potesse essere portato a casa (il viaggio in treno è sempre troppo lungo), siamo state tutte d’accordo nel dirigerci al padiglione femminile.

Appena entrate a Pitti_W ci siamo innamorate, decisamente a prima vista, di Maison Kitsunè: casa di moda ed etichetta discografica di origini franco nipponiche. Definiscono il loro stile “preppy futuristico” e “street chic”, noi li abbiamo trovati perfetti nella loro semplicità fatta di tessuti consistenti e linee mai banali. (Indovinate chi voleva portarsi a casa quel vestitino color senape?!)

Tanto amore anche per le calze di Alto Milano (il loro allestimento era delizioso!) e per i pull e i bijoux di Mattijs van Bergen.

Il padiglione donna (purtroppo!) era piccolino e così abbiamo avuto il tempo di curiosare anche tra le novità dell’abbigliamento maschile, di immergerci nella moda danese (la Danimarca è guest country di Pitti83), di salutare i nostri amici di Roy Rogers, e farci fare i capelli al simpaticissimo stand di Sun 68.

La giornata è finita a tarallucci e vino, giusto per non correre il rischio di prenderci troppo sul serio!