Cosebelle_Daniela Serrati_Studio Esse

Daniela Serrati

Milano, in via Settembini esiste un’oasi. Un’oasi di positività. Si trova al quarto piano di un elegante palazzo. La targhetta infissa sulla porta d’ingresso recita: Studioesse. Varcata la soglia si ha l’immediata possibilità di respirare arte e cultura: ci si imbatte in uno scrigno d’altri tempi, animato però da una modernità prepotente, quella delle idee. Daniela Serrati è l’anima di questo studio. Imprenditrice di successo, membro di EFAPCO, insignita della laurea ad honorem in Scienze aziendali con specializzazione in economia e tecnica della comunicazione da parte dell’ISFOA, da oltre vent’anni riesce ad imporre la propria personalità nel mondo della creazione degli eventi, riuscendo a conciliare con questa attività la sua professione di grafologa e di docente. Stakanovista, fiduciosa e motivatrice sono alcuni degli aggettivi che possono delineare l’interessante figura dell’intraprendente manager che ho avuto l’opportunità di incontrare:

Cosebelle: Per quale motivo ha scelto di mettersi in gioco nel campo dell’eventing management?
Daniela Serrati: Perché, da sempre, mi sono sentita incline a conoscere gli altri, conoscerli profondamente. Ho sempre difeso la volontà di costruire rapporti importanti, basati sulla fiducia e sul rispetto, ma soprattutto la consapevolezza di essere dotata di uno spiccato spirito organizzativo: ho quindi cercato, con la tenacia che mi ha sempre accompagnata, di monetizzare la mia passione.

CB: Quale ruolo riveste la grafologia nei suoi rapporti di lavoro? È un valido filtro nella costruzione della sua rete di contatti?
DS: Per etica personale ho sempre voluto anteporre la conoscenza diretta delle persone, priva della mediazione della grafologia. Infatti analizzare una persona, senza il suo permesso, sarebbe un imperdonabile lesione della privacy. Non nego però che, osservando il tratto di chi mi sta di fronte, ne posso intuire la concretezza e il tipo di affettività: deformazione professionale, sorride.

CB: E quale ruolo ha, invece, nel rapporto con se stessa?
DS: Si tratta di un vero specchio per la propria coscienza: ripropone costantemente i limiti e le qualità della personalità. Io, ad esempio, ho la tendenza a scrivere mantenendo rigidamente il margine sinistro: il mio SuperIo e il mio senso del dovere dominano su ogni altra inclinazione.

CB: Questa rigidità caratterizza anche la sua attività d’insegnante?
DS: Sicuramente per poter insegnare la severità è d’obbligo. Ma ad essa va sicuramente aggiunta dolcezza e disponibilità. Bisogna mettersi in gioco completamente, è un rapporto che trova la sua più completa definizione nel do ut des.

CB: Una Cosabella?
DS: Gli occhi si illuminano. Lolla, il mio Labrador biondo, che mi ha accompagnata per oltre quindici anni.

Cosebelle_Daniela Serrati_Intervista_Labrador