I giochi sono fatti. La giuria ufficiale ha annunciato il verdetto e i vincitori della 13. Mostra Internazionale di Architettura sono noti. Noi abbiamo preferito prenderci qualche giorno in più, darvi tutte le dritte sugli eventi collaterali in programma fino al 25 novembre a Venezia e, solo ora, svelarvi la nostra classifica. Cosa c’è in palio? Dieci, simbolicissimi, “Cosebelle Golden Lions”. Più una menzione speciale.

Per arrivare a questa selezione, riflettendo suin69 progetti realizzati da architetti, fotografi, artisti, critici e studiosi, tutti raccolti dal direttore Chipperfield attorno al tema “Common Ground”, abbiamo fatto ricorso ad un metodo…infallibile. Nel caso anche voi decidiate di avventurarvi tra i 10mila metri quadri della Biennale 2012 e vogliate confrontarvi con amici e colleghi attorno alle fatidiche domande -“Il migliore?/Il peggiore?/Vale la pena sta volta?/E l’Italia merita?” – vi suggeriamo di applicarlo. Si comincia prodigandosi in centinaia di scatti fotografici e nella raccolta di materiale cartaceo (operazione da supportare acquisendo, strada facendo, tutte le borse in stoffa che troverete lungo il percorso espositivo, qualora quelle portate da casa non risultino sufficienti). Lasciate quindi sedimentare il tutto non oltre le 24 ore (rischiereste di non poter più associare alcuni dei dettagli fotografati con l’allestimento di appartenenza) e solo a questo punto sarete pronti per il dibattito. Vi scoprirete a sostenere quelle partecipazioni che, fin dal viaggio di ritorno, non vi saranno uscite dalla mente. Sono loro le meritevoli di un approfondimento, perché capaci di originare una traccia ben più forte del momentaneo stupore.

Dalla decima alla prima posizione: ecco i dieci (+ uno) progetti della Biennale 2012 destinati, a nostro giudizio, a lasciare il segno.

Menzione speciale all’installazione più giocosa

Irlanda @Arsenale

10° posizione>>> al padiglione più rilassante

Brasile @Giardini

9° posizione>>> al padiglione più minimal

Ungheria @Giardini

8° posizione>>> al padiglione più ritmico

Serbia @Giardini

7° posizione>>> al padiglione più vintage

Romania @Giardini

6° posizione>>> alla Spagna, per la partecipazione (padiglione nazionale + “performance”) più compiuta

Nella performance “Spagna mon amour” sono stati ingaggiati 300 architetti disoccupati @Arsenale

Spagna @Giardini

5° posizione>>> al padiglione più interattivo (pur senza tecnologia aggiunta)

Stati Uniti d’America @Giardini

4° posizione>>> all’installazione più golosa

Torre David / Gran Horizonte, 2012 – raggruppamento: Alfredo Brillembourg – Hubert Klumpner di Urban-Think Tank (Caracas, Venezuela) e Justin McGuirk (Londra, Gran Bretagna)

3° posizione>>> al padiglione più irriverente

Israele @Giardini

2° posizione>>> al padiglione più poetico

Giappone @Giardini

1° posizione>>> al padiglione più ipnotico

Russia @Giardini

Due parole sull’Italia? Prossimamente.

Foto di Giulia Milza | A cura di Giulia Milza & Valentina Silvestrini