© Jane Qing

C’era una volta, nella lontana Cina, superato Shanghai con la sua Huxingting Chashi, la sua casa del tè, passata anche la larga foce del fiume Yangtze, nascosta in un arcipelago di 394 isole, l’arcipelago di Zhoushan, l’isola di Gouqi. Qui esisteva un villaggio di pescatori, il villaggio di Houtou Wan. I pescatori pescavano, commerciavano il pesce, le famiglie li aspettavano a casa, la sera. Così è stato fino a cinquant’anni fa. Poi è arrivata l’urbanizzazione, la diminuzione delle risorse, novità nell’antica società cinese, il progresso. Forse non servivano più così tanti pesci, forse c’era più bisogno di manodopera in città, a Ningbo, a Hangzhou, a Shanghai, a Taizhou. Beh, non si sa molto, possiamo solo immaginare, ipotizzare, inventare. Fatto sta che il villaggio è stato abbandonato. Fa parte di quelle “città” fantasma che si trovano ovunque sul pianeta, città che per motivi diversi (fallimento dell’economia, esodo verso zone più favorevoli, calamità naturali, guerre) si sono svuotate. Anche in Italia ne abbiamo parecchie, c’è una pagina di Wikipedia che le raccoglie, suddivise per regione.

© Hei Jiaoshi

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Abbandonata dall’uomo, ma reclamata dalla natura! Infatti, la peculiarità del villaggio di Houtou Wan, è che oggi ogni sua casa è ricoperta di edera, dalle fondamenta ai tetti. Le fotografie sono spettacolari, guardandole si apre uno spiraglio su un altro mondo, dove gli uomini non ci sono più (in realtà sembra che in qualche casa qualcuno ci viva ancora, ma difficile saperlo con certezza) e la natura riprende possesso dei suoi spazi, lentamente ed inesorabilmente. L’effetto è surreale e splendido.

© Jane Qing

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Mi raccomando, non dista molto da Shanghai e la città è ben collegata con l’isola da traghetti giornalieri, non perdetevela!