Questa benefica serie di festività ravvicinate ci regala una serie di ponteggi libidinosi che ci permette di godere di un po’ tempo per noi. Le cosealcoliche la fanno da padrona perché, si sa, la bisboccia è più gaudente se innaffiata da buon liquido scintillante. Sbocciano eventi, gite fuoriporta o sollazzi dentro casa, e l’imperativo è il baccanale. Il bicchiere non può mai piangere, se non lacrime di glicerina e vi voglio sul pezzo.

Il contesto più gettonato è il picnic. Abbiamo voglia di grigliarci al sole per spazzare via l’alone opaco dell’inverno e la location bucolica regala. Generalmente ci si adopera per il cibo con dovizia ahimè spesso a discapito delle cosealcoliche. E’ una legge statistica, sono pochi gli intenditori veri (e non intendo blasonati ma persone guidate da una vera e profonda passione per il vino e suoi corollari) ed è un attimo ritrovarsi carichi come molle a sorseggiare prodotti enologici scadenti o mal gestiti.

Esploriamo gli errori alcolici più comuni:

Il vino super da battaglia, rasente la guerriglia

Non è necessario investire un rene per gustare una buona bottiglia e il picnic non richiede eccellenza onerosa ma ci dobbiamo dare dei limiti al ribasso. Non bisognerebbe mai generalizzare ma tranciamo con tranquillità tutto ciò che è:

  • Tanica (sopra il magnum o sono cosealcoliche di livello o parliamo di liquidi diversamente vinosi)
  • Bag in box
  • Brick
  • Vini sotto i 4 euro (se i vostri compagni di cosealcoliche sono intenditori salite a 10 euro)

Il super alcolico da mescita industriale di super sottomarca

Il brand non è garanzia indiscutibile di qualità ma nel campo di cosealcoliche da mescita un po’ di rassicurazione la dà. Ho assaporato gin, vodke e rhum ignoti che ricordavano gli originali regalando però aureole persistenti e retrogusti impertinenti. Non rischiate, andate sul sicuro.

Nota a margine per gli amari in cui potete osare liberamente, tendenzialmente sono una cosalcolica che non scade mai nel pessimo.

Le cosealcoliche a temperatura sbagliata

Non mi stancherò mai di dirlo: la temperatura è l’armatura scintillante delle cosealcoliche, specie da picnic. Il capolavoro più sublime perde di charme se servito male. L’en plein air non aiuta ma basta organizzarsi. Esistono borse frigo, ghiaccio e freezer. Bianchi, bollicine, rosè e birra devono indossare la treccia di Elsa (che citazione disneyana da brivido), non ci sono eccezioni. Suggerisco Terlaner bianco, Tenuta Ulisse Passerina, Planeta Carricante, Chardonnay Jerman, Sharys Felluga, Seitremenda Marco Capra, Rosa Mara Costaripa, Ceci Otello Rosè 1813 Spumante, Cerasuolo d’Abruzzo.

I vini rossi vanno a temperatura ambiente (Barbera d’Asti Tasmorcan Elio Perrone, Pala Cannonau Riserva, Baccanera Lo Zoccolaio, Cantele Negroamaro, Consumano Noà) anche se alcuni possono sorprendere da freschi (provate Langhe Nebbiolo Sapel e Pinot Nero Tieffenbruner).

I cocktail vivono nel ghiaccio, non mi scivolate su microscopici cubetti da casa delle bambole. Producete prima del picnic sacchi di ghiaccio o passate dal bar di fiducia o dalla pescheria e rifornitevi. Non c’è niente di peggio di uno Spritz o un mojito tiepidino e poi, è risaputo, il fresco rende tutto più beverino.

Cosealcolice alla Pollock

Nel branco ci sono vari gusti e si tende a soddisfare tutti. Per le cosealcoliche l’ammucchiata dei calici va però domata. Non mi potete passare dal vino bianco al Negroni, intervallarlo con un Pinot Nero per poi assaggiare il Lemoncello della nonna e tornare al Teroldego. Tracciate una strada alcolica sensata. Cocktail per aprire, vini per caricare, possibilmente almeno 3 bicchieri monocromi prima del cambio, qualche esplorazione libera e chiusura con amari come l’eccelso Amaro del Centenario, o cosealcoliche arrogantissime (se avete papille stordite e felpate un buon Fernet Branca potrebbe resettare il sistema).

Siete pronti per il sorbetto colico

Evitando queste trappole dovreste assicurarvi cosealcoliche da picnic di livello in grado di supportare la vostra voglia di festa. Dateci dentro e se vi comporterete bene sarete ripagati da un’ilarità genuina e da una cosaalcolica che chiude i miei migliori picnic che vi voglio regalare: il sorbetto alcolico al rosmarino:

  • 50% di gelato al limone lasciato per 30 minuti a temperatura ambiente
  • 50% di vodka, idealmente russa
  • aghi di rosmarino

Frullate il tutto, trasferite in bottiglie di plastica e mettetelo nella borsa da picnic.

Si prospettano ponteggi epici. Godeteveli e poi fate guidare qualcun altro.