Cosebelle_Vino_ElenaXausa_01

Illustrazione di ELENA XAUSA

Finalmente ci siamo, un’altra estate bussa alla porta e ci apprestiamo a goderne al meglio. Sbocceremo come fiorellini ammaliatori, le nostre grigie pelli si faranno dorate o ambrate, i nostri corpi si esporranno agli sguardi e l’ilarità la farà da padrona. Si sa, nei mesi estivi la voglia di festeggiare e brindare cresce come il mercurio nel termometro e bisogna assecondarla, santi numi! Per fare in modo che il vostro approccio beverino sia veramente una cosabella vi palleggio cum magno gaudio alcuni utili tips che vi spalleggeranno nel vostro itinerare a festa.

foto Felicia Simion - art-spire.com

foto Felicia Simion – art-spire.com

1) La bassa temperatura è il vostro principale alleato, prendetevene cura. I vini bianchi e i rosati vanno categoricamente serviti ad una temperatura che oscilla dagli 8 ai 10 gradi. Un eccesso o una mancanza di freddo possono rendere i vostri calici un’esperienza orripilante appesantendo bouquet magnifici e manipolando al ribasso strutture libidinose. Se avete in programma una gita fuori porta o un pic nic sabbioso/montanaro/agreste/cittadino lasciate le bottiglie in freezer per un’oretta e trasportatele in una borsa refrigerata, i vostri sensi e quelli degli amici ringrazieranno.

2) Il bicchiere è fondamentale. Il vino è materia viva e una volta lasciata la bottiglia interagisce con il mondo, si lascia solleticare dall’ossigeno e libera aromi e note. Un contenitore di plastica, vetro o carta inciderà pesantemente sulla sua resa regalandovi sensazioni assolutamente difformi dal desiderata del vino. Non ci credete? Fate una semplice prova, utilizzata nelle cantine per dimostrare questo fenomeno. Versate lo stesso vino, magari rosso, in un calice adatto, in un barattolo di vetro da sugo e in un bicchiere di plastica. Assaggiate le tre versioni e godetevi le importanti differenze. Se volete assoluta certezza nel giudizio usate come cavia la vostra amica o il vostro compagno e chiedete quante tipologie di vino hanno degustato. Resterete di stucco. Dove possibile, quindi, prediligere sempre calici di vetro, preferibilmente da vino, così da permettere ottimale ossigenazione e apertura dello stesso.

foto Kent Mearig - art-spire.com

foto Kent Mearig – art-spire.com

3) Attenzione agli abbinamenti. Gli assiomi di base parlano per colore: i vini bianchi sono i partner ideali del regno marino, pinne, carapaci e antenne sguazzeranno sui delicati tannini cremisi, i rossi spalleggiano gli animali di ogni foggia ed i cibi con carattere abbastanza arrogante, i rosè sono versatili come un trench sabbia, potete abbinarli a piacimento mantenendo la dovuta eleganza, infine gli spumanti, reggono bene il pasto intero ma appesantiscono e gonfiano se avete il brindisi facile, possono sgrassare selvaggine hardcore ma spesso sviliscono portate troppo corpose. Se siete fuori casa chiedete consiglio al cameriere in base alle vostre preferenze gastronomiche, se banchettate in tana affidatevi alla retro etichetta, spesso generica e ruffiana ma tendenzialmente utile per tracciare la via.

Postilla importantissima la meritano i così detti cibi ribelli, sovversivi che si adattano davvero con difficoltà al vino, facendo il possibile per svalorizzarlo al massimo. Ebbene si, alcune creature edibili s’affruntano e sfidano Bacco, regalando spiacevoli sorprese per chi si azzarda ad unirle con un buon calice. Sto parlando delle arance, degli agrumi in generale, dei carciofi soprattutto se freschi, degli asparagi, di tutti i cibi con una predominanza di aceto, dei gelati e della frutta fresca. Se il vostro menù prevede uno di questi ingredienti suggerite acqua in accompagnamento oppure degustate precedentemente fino a quando scovate l’abbinamento equilibrato (ma ve lo sconsiglio perché sarebbe una ricerca esosa e poco appagante sensorialmente).

Vino a taste of Italy, Padiglione del Vino, EXPO 2015

Vino a taste of Italy, Padiglione del Vino, EXPO 2015

4) Affidatevi alla cultura e alla popolarità delle etichette. Questo è un bel tip strategico. Fate una ricerca sul web o sfogliate una guida e annotatevi i nettari più blasonati. Purtroppo, in questo ambito, il contesto, la fama, l’etichetta e la notorietà di un vino incidono pesantemente sulla sua valutazione. Non ci credete? Sappiate che al Vinitaly di quest’anno è stato portato a termine un subdolo esperimento. Due esperti del settore hanno fatto degustare ai più importanti produttori del settore un vino rosso in bottiglia anonima. I giudizi sono stati molto positivi e gli elogi non sono mancati. Ebbene, il vinello in questione era un sublime Tavernello in brik. Mai come nel vino l’abito fa assolutamente il monaco per la maggior parte delle persone.

5) Infinocchiate. (Sì.) Dulcis in fundo eccovi un’arma segreta da utilizzare solo in caso di assoluta necessità. Avete ospiti all’ultimo minuto ma in dispensa troneggia esclusivamente il vinello cheap che avete comprato in offerta per sostenere le vostre serate no? Non disperate, se in frigo avete finocchi siete salve. Eh già, proprio finocchi. Hanno la capacità di pulire la bocca e apparecchiarla in maniera truffaldina così da accogliere qualsiasi vino, anche il peggiore, rendendolo piacevole. Diffidate? Vi spiego l’etimologia del termine “infinocchiare” che significa farsi gabbare, ingannare. Durante le visite nelle cantine, i produttori spesso offrivano finocchio agli avventori con la scusa di rinfrescargli il palato, si procedeva poi con la degustazione che risultava ottima e piacevole, con conseguente acquisto. Da qui è nato il termine.

Ora siete pronte, non vi resta che selezionare le vostre armi e godervi ogni momento che merita un brindisi! Mi raccomando, non fatevi infinocchiare, però, al massimo infinocchiate solo in casi estremi 😉