L’auto è uno strumento nel video degli OK Go.

Vi chiederete dove sta la novità, se in Italia basta affacciarsi alla finestra per sentire una sinfonia di clacson e svariati cori di insulti.

Ancora meno, poi, stupisce che si associno gli OK Go alle parole video, virale, innovativo: dopo la sorpresa di una coreografia sui tapis roulant, uno stop motion sulle fette di pane ed un incredibile domino pieno di oggetti e di colori, ormai non possiamo che aspettarci qualcosa di assurdo, quando parliamo del gruppo americano che più di tutti, in questi anni, ha fatto dei video virali un marchio di fabbrica.

Eppure gli OK Go ci stupiscono ancora, questa volta non con una produzione casalinga, né con uno stop motion dai colori accesi, ma con un video che per essere completato ha richiesto quattro mesi di lavoro, svariati giorni di registrazione e oltre mille strumenti sistemati nel deserto americano:

Il risultato, in realtà un vero e proprio ibrido tra spot e video musicale (la realizzazione è stata possibile grazie alla partnership con Chevrolet)  è stato presentato pochi giorni fa durante il Superbowl, e in pochissime ore è stato visto su Youtube da un’impressionante numero di utenti, che cresce velocemente di minuto in minuto.

L’ennesima dimostrazione che sul web i ruoli si mischiano e si contaminano continuamente con risultati creativi e divertenti: chi ha detto che la pubblicità è quella cosa che sta prima del video e va saltata non appena possibile? Chi ha detto che un video musicale ufficiale deve avere come sottofondo la canzone registrata in studio? E chi, di grazia, mi aveva detto che l’unico modo per non farmi fare casino al volante sarebbe stato quello di farmi guidare in mezzo al deserto?