Se fate un lavoro creativo, se siete giovani e/o se siete freelance, non potrà non esservi capitato.
Stiamo parlando di quelle richieste strane e categoriche, arrivate dai clienti ad orari assurdi e con timing ancora più improbabili. E, soprattutto, accompagnate il più delle volte dalla solita frase: “non c’è budget”.

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Una frase che ormai, purtroppo, suona familiare a chi illustra, progetta, scrive, gira spot e film, lavora in pubblicità o nel campo della fotografia.
Ma che effetto farebbe se venisse pronunciata a chi fa altri lavori?
L’hanno immaginato i ragazzi di Zero, che si definiscono Pirate Filmmaker e hanno deciso di farci riflettere sul ruolo del creativo e del cliente, sia attraverso il loro manifesto, sia con l’iniziativa #coglioneNO.
Un progetto fresco fresco, lanciato solo ieri ma già destinato a diventare virale. Tre video divertenti ma amari e profondamente veri.

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“#coglioneNo, scrivono sul sito i creatori, è la reazione di una generazione di creativi alle mail non lette, a quelle lette e non risposte e a quelle risposte da stronzi. È la reazione alla svalutazione di queste professionalità anche per colpa di chi accetta di fornire servizi creativi in cambio di visibilità o per inseguire uno status symbol. È la reazione a offerte di lavoro gratis perché ci dobbiamo fare il portfolio, perché tanto siamo giovani, perché tanto non è un lavoro, è un divertimento”.

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Ecco i tre video: