Da grande voglio fare la domatrice.

Gli abiti dell’ultima collezione di Clarissa Labin parlano di acrobati, artisti, domatori e di quanto sia difficile, ma al tempo stesso eccitante, camminare sopra un filo o trovarsi di fronte ad una bestia feroce, ma anche perdersi nei meandri della propria arte, della propria vita, o anche solo della propria mente.

La propensione al rischio e l’inebriante piacere dell’avventura possono esprimersi con successo solo se sostenuti da una ferrea disciplina, insomma, come a voler affermare che il lavoro duro ripaga. (Speriamo).

Il connubio tra ordine e caos, disciplina e avventura, si sintetizza in forme geometriche e contorni netti, in contrasto con i colori accesi e i dettagli luccicanti che adornano i vestiti di lana, morbidi, ma  sapientemente strutturati. I bottoni dorati e le fasce argentate richiamano esplicitamente i costumi di scena e un po’ di quel sano e divertente esibizionismo circense.

Cresciuta in Germania, ma con origini venezuelane, Clarissa ha studiato a Londra e lavorato per Dior e come Head Designer per H&M, prima di approdare a Berlino e fondare il suo brand. Nonostante questa collezione FW11 sia solo la terza, si fa già riconoscere per i volumi originali e inconfondibili, specialmente per quanto riguarda vestiti e top che, attraverso complessi intrecci di lana, prendono forma propria.