Musica, libri letti, sogni irrealizzati o chili presi durante le feste, l’importante è cominciare il 2018 con una completa ed esaustiva idea di cosa sia stato l’anno passato. Il cinema ha subito dei brutti colpi (su tutti, il caso Weinstein), ma nonostante tutto non sono mancati i film che hanno messo le donne in primo piano. Dai festival internazionali europei, che dovrebbero sostenere un cinema di nicchia, coraggioso, capace di presentare progetti diversi e innovativi dal punto di vista sociale e politico, al cinema hollywoodiano dei grandi blockbuster, ecco una selezione dei più importanti fatti, film e premi legati al mondo cinematografico femminile del 2017.

Partiamo dal festival dei festival, Cannes, da sempre non così espansivo nei confronti delle donne, ma che ha visto l’assegnazione di un premio storico: Sofia Coppola è la seconda donna nella storia a vincere il Prix de la mise en scène per L’Inganno. Difficile da credere, ma in 70 anni di Festival solo un’altra donna, Yuliya Solntseva, nel 1961, riuscì a vincere l’ambito premio per The Chronicle of Flaming Years. Altro premio femminile per la miglior sceneggiatura, assegnato, in ex aequo con The Killing of a Sacred Deer, a Lynne Ramsay per il film con protagonista Joaquin Phoenix You Were Never Really Here. A Cannes, nella categoria Un Certain Regard, viene presentato anche Fortunata di Sergio Castellitto con Jasmine Trinca. Essendo la settantesima edizione, non sono mancati eventi e riconoscimenti straordinari, come quello ottenuto da Nicole Kidman, che ha partecipato al festival con due film. Proprio nell’ambito della celebrazione del 70esimo anniversario del festival, sono stati invitati tutti i registi che hanno vinto almeno una volta la Palma D’oro, tra questi Jane Campion, prima e ultima donna, per ora, ad aver vinto nel 1993. Non sono mancate le polemiche, da sempre le vere protagoniste del Festival di Cannes, tra cui l’osservazione di Jessica Chastain che nella conferenza stampa conclusiva del Festival ha ribadito come il ritratto delle donne in quasi tutti i film selezionati fosse abbastanza inquietante e molto lontano dalle donne del mondo reale. Tutto sommato, un anno non malissimo per Cannes, specialmente se paragonato ai precedenti.

Altro festival altra storia, Berlino porta una ventata di aria fresca. A vincere è un film ungherese che vedremo presto nella corsa verso l’Oscar come Miglior film straniero e, evviva, è scritto e diretto da una donna! On Body and Soul, traduzione inglese di A Teströl és a Lélekröl, è un film di Ildikò Enyedi, già vincitrice della Camera d’Or a Cannes nel 1989. Quattro su diciotto i film in concorso diretti da donne, tra cui, oltre al vincitore dell’Orso d’Oro, troviamo Sally Potter con The Party, Agnieszka Holland con Pokot e Tereza Villaverde con Colo. La Berlinale ha presentato molti film con protagoniste diverse storie femminili, tra cui i premiati Félicité di Alain Gomes, Una Donna Fantastica di Sebastian Lelio e Ana, Mon Amour di Cãlin Peter Netzer. Riconoscimento speciale a Milena Canonero, celebre costumista di Arancia Meccanica, Maria Antoinette, Grand Budapest Hotel e molti altri, che ha ricevuto l’Orso d’Oro alla carriera.

La Berlinale si dimostra il festival europeo di cinema più all’avanguardia nei confronti delle donne e delle minoranze, sia dal punto di vista tematico sia per il paese di appartenenza.

Ma veniamo a noi, alla nostra Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, il festival più antico del mondo, che negli ultimi anni ha sfornato film da oscar come La La Land, Il Caso Spotlight e Birdman. Nel 2017, grande novità innanzitutto nella giuria, Annette Bening è la nuova presidente, l’ultima fu Catherine Deneuve nel 2006. La madrina, invece, viene addirittura sostituita da un “madrino”, Alessandro Borghi. Si tratta della prima volta nella storia del Festival. Solo una regista in concorso, la cinese Vivian Qu con Jia Nian Hua, pochissime le donne in generale. Quelle selezionate, però, hanno fatto sentire la loro presenza, come Susanna Nicchiarelli che ha vinto il premio Orizzonti per il miglior film con Nico, 1988. Un po’ meglio per quanto riguarda le sceneggiature con protagoniste femminili, tra cui si distinguono madre! di Darren Aronofsky, The Shape of Water di Guillermo del Toro e vincitore del Leone d’Oro, Tre Manifesti a Ebbing, Missouri di Martin McDonagh con una strepitosa Frances McDormand e Hannah di Andrea Pallaoro grazie al quale Charlotte Rampling si aggiudica il premio come miglior interprete femminile.

Festival internazionali a parte, anche il cinema commerciale ha cercato di dare spazio a storie femminili, prima su tutti Wonder Woman di Patty Jenkins, che ha ottenuto il record di incassi per una regista donna e ha fatto ricredere quelli che “le storie di donne non fanno guadagnare”. Altri film da Oscar della passata stagione, come Il Diritto di Contare, Elle, Animali Notturni, Jackie, Florence e 20th Century Women, sono stati esempi di un anno cominciato all’insegna di storie di emancipazione femminile, proseguito con la Battaglia dei Sessi, Ghost in the Shell, Atomica Bionda, Patty Cake$, Detroit diretto da Kathryn Bigelow e molti altri.

Nonostante tutto, le donne hanno ancora meno spazio degli uomini nell’industria cinematografica, hanno ruoli minori, meno battute, sono ancora le “fidanzate di”, spesso irrilevanti e stereotipate, ma le femmine nelle scuole di cinema più prestigiose del mondo rappresentano quasi la metà degli studenti, solo che poi, non si sa bene come, quelle che lavorano alle grandi produzioni sono pochissime. Il 2017 è stato un anno che nel bene e nel male ha segnato l’industria cinematografica mondiale, proprio per questo le aspettative per il 2018 sono altissime e che sia un anno ricco di riscatti e conferme. Da pochi giorni è nato il movimento #timesup, supportato da tantissime attrici americane come Reese Witherspoon, Eva Longoria e Jennifer Aniston, che intende favorire le denuncie di molestie anche grazie all’assistenza legale per chi non se lo può permettere. In più, presto sarà tempo di Golden Globes e Nomination all’Oscar. Iniziamo questo 2018 curiosissime e battagliere.