ciambelline_Cosebelle_00

Foto di Chiara Balzani

Eh già, le ciambelline al vino, anche dette ubriachelle: forse uno dei biscotti più facili da preparare, e per quanto mi riguarda uno dei più buoni. Si trovano con una certa facilità qui nel Lazio, e a Roma e nella zona dei Castelli sono molto diffuse (a proposito: si mangiano in tutta Italia? Voi le avete mai assaggiate?). Si gustano pucciate nel vino da pasto o da dopo pasto, e hanno una sola controindicazione: non riuscite a smettere di sgranocchiarle. Allora perché non farne un bel po’ e regalarle, da sole o come accompagnamento, per questo Natale? Io ho già infornato tre teglie per mettere a punto la ricetta perfetta e iniziare a imbustarle. Solo che per colpa del profumo che mentre impasti arriva dritto al naso e quello che sale dal forno durante la cottura… vabbè, ne sono rimaste quattro, cof cof.

Ma se riuscite a non farle fuori tutte, come confezionarle? Io di solito uso piccoli sacchetti trasparenti e nastri colorati, più o meno natalizi – nel sacchetto è bene inserire un tovagliolino da alimenti, mentre sconsiglio carta velina da pacchi, perché soprattutto quella colorata tende a stingere a contatto con olio e burro. Essendo un biscotto molto rustico si potrebbero anche riciclare dei sacchetti per il pane (il fornaio o il fruttivendolo ve ne regaleranno qualcuno senza problemi, ma se promettete qualche ciambellina è meglio), sui quali magari scrivere la ricetta.

Ingredienti (per circa 25 ciambelline)

1 bicchiere di vino bianco o rosso (io le preferisco col rosso)
1 bicchiere di zucchero
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 bicchiere di olio di semi (anche di oliva va bene, però se avete un extravergine molto saporito è preferibile quello di semi, che è più discreto)
farina qb
zucchero di canna per la superficie
2 cucchiai di semi di anice (in alternativa, semi di finocchio o nocciole tritate. Però l’anice è il pezzo forte…)
un pizzico di sale

 

In una ciotola mescolate l’olio, il vino e lo zucchero, quindi cominciate a versare la farina setacciata con il sale e il lievito, poco per volta, eliminando subito eventuali grumi. Continuate a versare la farina e a mescolare finché non otterrete un impasto molto elastico (per capirci: deve venire un po’ come quello degli gnocchi). Quando l’impasto è quasi fatto, unite l’anice.
Riponete la ciotola in frigorifero per almeno mezz’ora, il tempo di far rassodare l’impasto.

Dopo questo tempo, mettete la palla su una spianatoia infarinata e piluccate dall’impasto delle palline che arrotolerete a serpentello (bagnatevi un po’ le mani!). Chiudete i serpentelli e “panate” un lato delle ciambelle nello zucchero di canna. Anche lo zucchero bianco va bene, ma per panare una polvere a grana grossa è meglio. La grandezza delle ciambelline dipende da voi: potete farle più o meno grandi. Cercate comunque di realizzare dei salsicciotti dallo spessore uniforme.

Disponete le ciambelline su una teglia coperta da carta forno lasciando tra l’una e l’altra 3-4 cm di distanza e infornatele a 200 gradi (forno statico) per circa 15-20 minuti, ma dopo 12 minuti controllate la cottura: devono dorarsi in superficie e scurirsi sotto. Sappiate che appena cotte sono abbastanza morbide: si induriscono all’aria. Quindi se trascorso il tempo necessario sembrano ancora troppo elastiche, non allarmatevi e controllate la parte inferiore: è scura? E la superficie è marroncina? Allora sono pronte.

Ovviamente se le preparate col vino rosso saranno meno chiare.

Insomma, è una ricetta più facile a farsi che a spiegarsi: fidatevi di me.

ciambelline_Cosebelle_01

Foto di Chiara Balzani