A un certo punto ci si accorge che sì, è vero, ci sono tanti bei posti a Parigi da scoprire, ma ancora di più ci sono tante storie e altrettanti volti dietro a tavoli e banconi. Persone, sguardi e scelte. Gente che ci mette la faccia e la passione e io, sarà pure una banalità, ma sono sempre più convinta che faccia la differenza perché al di déco belle, di luoghi affascinanti e di cene da ricordare, ce ne sono e ce ne saranno tante, ma l’atmosfera è altro. E’ quando entri e un profumo, una musica o un colore ti fanno sentire a casa, è quando anche un sorriso e una parola fanno la differenza, forse è semplicemente quando chi ti accoglie, è il primo ad essere di casa. Sì, forse è proprio questa la ricetta, perché è lì che ti senti ricevuta, coccolata e ritrovi tante piccole attenzioni, che sono dettagli, che non sono dovute, ma che riproducono il senso di intimo, protetto, dedicato.

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Questa è l’essenza di Chloé. S. E sarebbe sufficiente questa descrizione per dare l’idea del posto. Scoperto per caso, in attesa di riunirci tutte per avviare poi la serata che avevamo organizzato. Siamo entrate senza neanche farci troppo caso e a breve questa, qui, è diventata la nostra serata.

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Un ambiente intimo, quasi un salotto, tante etichette di vini da perdersi o semplicemente da farsi consigliare e poi mini food, come dice il nome del locale. Tapas e bocadillos da non essere mai stanchi…mozzarella, melanzane grigliate pomodorini secchi, una salsa di sesamo da volare via e poi jamon iberico e formaggio locale. Tutto semplice ma curato nei dettagli e tutto avvolto in una musica jazz di altri tempi. Come essere in una bolla, tanto che quando si esce, si sente la differenza del ritorno alla realtà…sensazione buffa che ti coglie improvvisa e che ti accorgi essere condivisa, essere, quindi, un dato di fatto.

Ci sono pochi tavolini, e poi in fondo c’è un angolo trasformato in tavolino dove, ho scoperto nell’avanzare delle chiacchiere, i mobili sono in vendita e cambiano ogni mese, forniti da antiquari del quartiere.

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Sarebbe già sufficiente tutto questo, ma in più c’è la storia di Chloé, proprietaria di questo micro mondo, che è diventata famosa, con tanto di recensioni da parte delle più famose testate e comparsate in televisione, con le sue due boutique di cupcakes. Mondi ovattati, rosa, dolci, molto girly. In attesa del suo bambino, un maschio, ha deciso di tentare una nuova sfida, dedicando una delle due pasticcerie a un nuovo progetto di mini food & beverage. Stessa accuratezza, stesso stile, come fosse la sua firma…e forse lo è davvero, ma un approccio più giovane, un taglio più maschile, come fosse una dedica a chi sarebbe presto arrivato.

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E non lo so se è la mia bolla che mi fa credere in tutto questo, ma io sono convinta che, anche se i dettagli sono un po’ romanzati, chissà, ecco io sono convinta che sia vero, che dietro a tutto ci siano passioni che intrecciano sfide professionali con un cammino molto più intimo e privato ed è il mix che ne deriva ad essere vincente, a rendere tutto più completo.

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Chloé. S.
47 Avenue Trudaine 9ème
Métro: Pigalle