Conversazioni con i grandi registi di Hollywood.

Di Peter Bogdanovich, ed. Fandango Libri.

Che cos’è un film se mentre lo guardo non sento aleggiare sulle teste dei personaggi la mano del regista, come un invisibile demiurgo?
Per Peter Bogdanovich questa è la differenza che si apre tra film d’autore e film d’intrattenimento, tra film come prodotto artistico e film come prodotto e basta.
L’autore del testo che vi proponiamo è egli stesso un grande regista (L’Ultimo spettacolo, Paper Moon – Luna di carta, Ma papà ti manda sola?), un grande attore, un uomo dotato di innata ironia. Ha partecipato alla serie televisiva I Soprano nel ruolo del dottor Kupferberg per dirne una e ha prestato la sua voce ad un personaggio de I Simpson.
Ma Bogdanovich ha una qualità ancora più preziosa di quelle appena citate: è stato un acuto testimone dell’ epoca d’oro del cinema, quella che ha sfornato ineguagliati capolavori formando i registi più promettenti di oggi.
Epoca che vede la luce negli anni venti dello scorso secolo e si conclude con l’opera di un meraviglioso autore scomparso da poco: Sidney Lumet.
Se siete degli appassionati lettori e degli appassionati cinefili, avete trovato dopo tanto peregrinare il luogo dove le vostre due passioni si incontreranno, stringendosi timidamente la mano. Non tutti i registi sono infatti bravi a raccontare le proprie storie così come lo sono a mostrarle sullo schermo d’argento, come dicono gli americani.
Peter invece sì. Il suo libro è scritto come una bella sceneggiatura: dialoghi spontanei e ben costruiti, ironia quanto basta, descrizioni dettagliate del contesto storico e degli ambienti, attori di prima qualità. Sì perché Bogdanovich raccoglie in questo libro, edito da Fandango Libri, le interviste  ai migliori registi che ha avuto modo di incontrare e siccome è un bravo regista anche lui, non trascura di far trasparire gli uomini che erano dietro le loro macchine da presa, dentro e oltre quei bravi registi. È strabiliante immaginare di chiedere direttamente a Fritz Lang il segreto di Metropolis, chiederglielo guardandolo negli occhi e non fantasticando davanti alle sue costruzioni metafisiche. È quello che fa Peter: prende il tè con Alfred Hitchcock e gli chiede come diavolo gli è venuta in mente quella scena de Gli uccelli, ti racconta di quella volta con Orson Welles mentre discute dei tagli di montaggio manuali con Ford, insomma ti svela l’incanto del Cinema senza tuttavia togliergli un briciolo della sua magia. Potete leggere questo libro seguendo l’ordine cronologico con cui Bogdanovich ha inserito le interviste agli autori, oppure aprire a caso e scegliere una tra le oltre mille pagine, un regista a caso, una domanda a caso. Che procediate seguendo l’una o l’altra modalità, troverete di certo almeno una questione che vi interessa, una domanda che sareste voluti essere voi a porre. Senza che ve ne accorgiate emergeranno, oltre alle questioni strettamente tecniche e cinematografiche, una rosa di tematiche più generali, che riguardano Hollywood, la storia, il costume, l’arte, la poesia.
Ciascun regista infatti porta nel cinema che produce la sua storia e compone un circolo virtuoso fatto di ricordi, desideri, incontri, riflessioni sulla società e visioni del mondo che andrà a costituire quell’impronta che Bogdanovich stenta a ritrovare nel cinema cosiddetto moderno. Ci viene così offerta la possibilità di comprendere davvero il senso di quella politique des auteurs che fu il cardine del miglior cinema francese dai Cahiers du Cinéma in poi, perché, come ci ricorda Peter Bogdanovich citando il grande Howard Hawks:

“Che registi mi piacciono? Quelli che ti fanno capire chi diavolo ha fatto quel film… non mi piacciono quelli che si fanno preparare il film, vanno lì, lo dirigono, e non ci lasciano un segno, una traccia della loro individualità. Perché è il regista a narrare la storia, e deve avere un metodo di raccontarla che è suo e solo suo.”

Tutti i vostri film cult, sono qui dentro. Tutti gli attori che amate, sono qui dentro. Aprite questo libro con l’attitudine che avete quando si apre il sipario. Spegnete la luce e sognate.