L’intervista.

E poi, proprio quando pensi che la musica italiana non abbia più sorprese in serbo per te, arriva lei: biondina, frangetta bombata, e occhi verdi. Decisamente sopra le righe.

Le hanno detto che assomiglia a Kelly di Beverly Hills, a Heather Parisi, a Katy Perry (bionda)… ma la mia sensazione è che nessuna etichetta le calzi a pennello, perché lei è poliedrica, come i ritmi del suo album, di cui Carlo – il brano con cui ha debuttato a Sanremo – non costituisce che una porta d’accesso. Vano ogni sforzo di definirla, perché se fuori è ancora un Millimetro, dentro è già un vulcano.

Cosebelle – Il nome Carlo scritto sulla mano mi ha subito riportato ai tempi del liceo e a un Eastpak un po’ sbiadito con su scritto “Life without art is nothing”. Cosa è rimasto di quella Celeste?

Celeste Gaia – Di quella Celeste c’è ancora tutto. È solo un po’ cresciuta e un po’ più consapevole del tempo che passa… Ma dentro sono sempre la stessa.

CB – Qual è stato il tuo percorso fino a qui?

CG – Ho studiato per sette anni al Conservatorio G. Verdi di Milano nel Coro delle voci bianche del Teatro Alla Scala, dove ho imparato tante cose che mi porto dietro ancora adesso. Parallelamente poi mi sono diplomata al Liceo Classico e attualmente sono al Terzo anno della facoltà Linguaggi dei Media alla Cattolica di Milano. Nel mezzo la scrittura, il disco, incontri che mi hanno cambiato.

CB – Come hai capito che il tuo amore per la musica sarebbe diventato la tua vita?

CG – L’ho capito a 15 anni, quando ho scritto la mia prima canzone… Perché ascoltandola stavo bene in un modo assurdo, ero felice. Potevo essere completamente me stessa.

CB – Cos’altro dobbiamo sapere di te?

CG – Una caratteristica che mi accompagna da sempre è quella di non dare mai niente per scontato.

CB – Che cosa hai imparato da questo Sanremo?

CG – Ho imparato che questo lavoro lo so fare. So controllare l’emozione e so essere naturale.

CB – Come hai scelto il tuo look per la serata?

CG – In camera nell’albergo un’ora prima di andare in teatro. Quello che m’importava era essere me stessa e far vedere in me la canzone: francesine ai piedi, calze a pois, shorts a vita alta con cintura, top colorato che di solito porta bene, collane che adoro.

CB – Il tuo album è pieno di storie così ricche che nella mia mente sono già diventate immagini. Da dove cominci? Viene prima la musica o le parole?

CG– Dipende da come sto io… In alcuni momenti prima il testo perché è una storia quella che immagino nella mente, in altri prima la musica perché vado a senso unico con il pianoforte.

CB – Che cosa ti ispira?

CG – Le piccole cose, la quotidianità e il mistero delle cose che non conosco.

CB – Cosa significa Millimetro?

CG – Millimetro è il titolo che ho scelto per l’album perché penso che nella vita la maggior parte delle volte sia un millimetro a fare la differenza, non le grandi cose. Quei piccoli cambiamenti di cui magari la gente non si accorge, ma te ne accorgi tu.

CB – Mercoledì eri trend topic su Twitter e su iTunes tutti scaricano “Carlo”… come la vivi? Come ti immaginavi questo momento?

CG – La vivo in modo inaspettato, è stata un’emozione bellissima. Non l’avrei mai immaginato.

CB – Quali sono i prossimi passi?

CG – Promozione del disco e ci stiamo preparando per i live.

CB – Una cosabella?

CG – Gli occhi delle persone che ti vogliono bene.

Dedicata a chi, come lei, e come noi, pensa che tante volte, nella vita, per fare la differenza basti un millimetro.

Si ringrazia Alessandra Banana Tisato per la foto in apertura.