Dunque, Cassettina di giugno. Andiamo per punti.
Punto primo, 30 giugno: imperdonabile.
Punto secondo: fa caldo ma qualche giorno fa si crepava e ora si sta un po’ meglio, ma chissà cosa succede fino alla prossima Cassettina.
Punto terzo: con la Cassettina di maggio avevo messo le basi per smetterla con questo fine mese degno dei peggiori datori di lavoro e anticipare le cose a qualche giorno prima #einvece.
Punto quarto: ma se poi cadono con una precisione quasi certosina, non è forse la stessa cosa? Tipo quella storia di Shakespeare, del nome, della rosa e del suo profumo?

Cosa chiedere a una Cassettina di giugno che arriva allegramente alle porte del primo fine settimana di luglio?

Secondo il mio modesto parere le pretese sono chiare. Perlomeno io a una playlist con queste caratteristiche chiederei di essere fresca, di farmi cantare sotto l’ennesima doccia della giornata, di farmi sgolare o ballare mentre provo a sopportare quel semaforo rosso che mi separa dalla fine della giornata lavorativa e se tutto va bene mi catapulta in una serata ancora luminosa e chissenefrega se domani non è sabato. Alla Cassettina di giugno si potrebbe chiedere di essere la perfetta compagnia nel caso si passi qualche giorno fuori casa, magari per un weekend lungo (ehi, ci sono le nostre Guide belle!), per un festival, per un concerto, o addirittura per le vacanze vere e proprie, in barba a quelli che aspettano agosto. Quindi ore piccole, divertimento, mare, montagna, aeroporti, macchina, risate. Ho pensato anche a voi. E, potrebbe sembrare incredibile, ma ho pensato anche a quelli che si svegliano presto la mattina per andare in ufficio e cercano nel calendario non soltanto il giorno di inizio delle ferie, ma anche qualche santo a cui votarsi (non è solo una mia impressione, vero, che fare qualsiasi cosa è più difficile di questi tempi?).

Ah, la Cassettina di giugno è perfetta anche per stare fermi, distesi sul letto nell’afa, muovendosi pochissimo e soltanto per intercettare un po’ di aria o il getto del ventilatore (state attenti, abbiamo ormai una certa età e rischiamo solo torcicolli selvaggi).

Dunque, Cassettina di giugno. Concludiamo che con il caldo si ha poca pazienza anche per leggere, tranne sotto l’ombrellone. Ci si sgola con Harry Styles. Sì, quello dei One Direction. Sì, siamo presi così, che ci volete fare. Si torna a casa la sera da soli con le cuffiette piene della voce di Matt Berninger dei The National. Si ancheggia con quasi tutti gli altri, da Lorde a Little of your love delle Haim, dal quasi plagio (si può dire?) degli Arcade Fire al ritmo retro’ di Hard Times dei Paramore. Si ride dopo il primo margarita o prosecco (cit) con Ti Amo dei Phoenix (che ho decretato essere il mio personalissimo tormentone estivo) e si fa cin cin nella #goldenhour di Instagram con Azul di Populous (discone Azulejos e titolo estivissimo). Infine, si canta ancora in versione ignorante (dopotutto si è pure fatta ‘na certa, no?) con l’incognita neomelodica-hipster-nocioèdavverofigata di Liberato e the new big thing italiana che è Ghali.

Insomma, vedrete che la Cassettina di giugno risponderà perfettamente anche alle esigenze di luglio (e anche a quelle di agosto, via).

Io vi suggerisco sempre la versione Premium di Spotify, giusto perché le parole sono importanti ma anche l’ordine dei dieci pezzi della Cassettina. Eccola!


__

Le altre Cassettine le trovate tutte qui.

La copertina della Cassettina di giugno è a cura di Veronica Alessi.