In un mondo che si muove troppo velocemente e che non segue quasi mai i ritmi naturali dell’uomo, siamo in molti ad avere nel cassetto il sogno di scappare dalla città e di ricostruirci una vita altrove. Per la maggioranza di noi quel sogno resta chiuso lì: ci vuole molto coraggio, tenacia e spirito di avventura per lasciare la propria routine cittadina, per quanto grigia, triste e stressante possa essere a volte, ed osare. Ma c’è chi ci crede, lo pianifica e lo fa. E spesso con un certo successo! Martina Panarese e Maurizio Carucci ne sono un esempio: sono sulla trentina, innamorati della vita e della natura, entusiasti e volitivi. Vi raccontiamo la storia della cascina in cui sono andati a vivere nel 2013, lasciandosi Genova alle spalle.

La storia di Cascina Barbàn

Tutto iniziò qualche anno fa. Maurizio, dopo aver lavorato come educatore, aveva trovato un impiego in un’azienda agricola che produce ortaggi e piccoli frutti e dove si allevano pecore. Amava la natura e il lavoro in campagna e sognava di avere una fattoria sua. Martina aveva studiato comunicazione e design a Genova e lavorava in uno studio grafico. Si sono conosciuti, innamorati, e hanno scoperto di avere un sogno in comune: andare a vivere in campagna, occupandosi di agricoltura naturale. Nel 2012 hanno trovato un gruppo di ruderi in vendita, situati su una splendida vallata nel comune di Albera Ligure, provincia di Alessandria, un luogo fuori dalle solite rotte turistiche, magico e affascinante.

Nel segno della bioedilizia

Hanno iniziato con con la ristrutturazione della costruzione principale (l’ex fienile) su due piani, i cui muri perimetrali erano sani ma necessitavano di tutto: dal tetto, agli allacciamenti ad acqua ed elettricità, agli scarichi. Crearono anche l’ultimo tratto di strada che dalla provinciale arrivava alla proprietà. Con l’aiuto di una piccola impresa locale hanno ristrutturato seguendo i principi della bioedilizia: hanno creato un cappotto termico in calce, argilla e paglia sui muri, senza toccarne la struttura originale e hanno ricostruito il tetto ex novo, utilizzando come materiale isolante il sughero pressato in mattonelle spesse.

Da ex fienile a Cascina Barbàn

All’interno gli spazi sono stati divisi in cucina e zona giorno al pianterreno, camera e bagno al piano superiore. I due ambienti sono collegati con una scala in legno (che hanno montato personalmente). Hanno eretto (sempre personalmente) il muro che separa il bagno dalla camera da letto. Il letto viene sistemato sul soppalco sopra al bagno. Lo spazio nel complesso è piccolo ma ben organizzato, funzionale e ricco di personalità. Tutti i mobili e i materiali sono di recupero o di seconda mano, come il parquet in rovere, per esempio, che è stato acquistato dopo essere stato dismesso da una casa del paese.

La zona giorno è un unico locale che funge da cucina e da sala da pranzo. Il bel lavandino in marmo e il resto dell’arredamento sono stati acquistati in un negozio di mobili usati di Genova. Nella zona notte al piano di sopra il letto è posto sul soppalco creato sopra il bagno. Anche questa parte della casa è arredata in modo semplice e minimale: un palo e alcune mensole di legno costituiscono l’armadio, mentre una serie di cassette della frutta in legno impilate l’una sopra all’altra danno vita a una libreria.

Cascina Barbàn, tra animali, natura e un festival annuale

Il portico esterno, angolo del cuore di Martina e Maurizio, è arredato con tavoli e panche dove pranzare con la bella stagione. Ospita inoltre un bel letto di legno con morbidi cuscini dove umani e animali riposano all’ombra in estate. La coppia ha infatti due asine, due gatti e relativi cuccioli, due cani, più un certo numero di galline. Martina e Maurizio non soffrono la solitudine nonostante vivano a parecchi chilometri dalla città e dagli amici storici. Alla Cascina Barbàn gli amici passano spesso, soprattutto con la bella stagione. Inoltre, ormai da quattro anni, la cascina a fine giugno ospita un evento che coinvolge tutta la valle, il Festival Boscadrà, che intende promuovere, tramite l’organizzazione di workshop e seminari, uno stile di vita più sostenibile e in armonia con la natura. Quando chiedo a Martina e Maurizio, mentre pranziamo insieme sotto la pergola in una magnifica domenica di sole, se rimpiangono la loro vita precedente o se, potendo tornare indietro, farebbero qualcosa in modo diverso, mi rispondono di no, senza esitazioni.

_
Articolo e foto a cura di Ilaria Pagnan per Houzz