È domenica mattina, mi sveglio con la luce che entra dalla finestra (ho detto luce, non sole, che qui in Germania, quando mai?) colazione, giornale e Facebook… amici che raccontano dei loro hangover (mentre io penso a un pic-nic sul fiume) e dei tentativi di recupero.

Se infatti il sabato sera è stato particolarmente divertente o particolarmente noioso, allora la Domenica non è solo giornata di gite fuori porta o pranzi di famiglia ma è anche la giornata dell’hangover… parola che come gli stranieri ci fanno sempre notare, quasi a dovercene vergognare, in Italiano non esiste: niente hangover, niente resaca, niente Kater…solo un vago postumi).

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Non so come si dica Hangover in Giapponese ma certo è che con l’alcool i giapponesi ci danno dentro soprattutto per dar sfogo alla pressione della settimana lavorativa (dicono che sia uno dei Paesi in cui si lavori di più al mondo)…e così pare sia normale girare per le città nel weekend e trovare i cosiddetti sleeping drunks, quelli che cioè hanno esagerato con l’alcol e sono crollati nel primo posto che gli è capitato…se vi trovate a Tokyo di stì tempi fate attenzione a non finire anche voi vittime della gogna pubblica come le persone nel video qui sotto…incorniciate per strada, trasformate in cartelloni pubblicitari e condivise sui social media (w la privacy!) con l’hashtag #toodrunk (#nomisugi in giapponese).

Una campagna un pò discutibile, ma sicuramente originale (e divertente?!) per sensibilizzare la gente sul tema dell’abuso di alcol commissionata non da un’associazione contro l’alcolismo bensì da Yaocho una famosa catena di bar…insomma una versione “esemplificativa” del nostro “bere responsabilmente“.

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