Quelli di Lazzari devono conoscermi molto bene e devono anche volermi parecchio bene, non si spiega altrimenti perché collezione dopo collezione, campagna dopo campagna, ritrovi sempre nel loro immaginario il mio, nel loro senso estetico il mio, gli abiti che disegnano sono quelli che vorrei vedere indossare in giro e gli arredi per i set delle loro campagne somigliano tanto a quelli della casa dei miei sogni.

Non ho ancora messo via il costumino coi gelati, uno dei pezzi forti di quest’estate (perché fino al 20 giorno del mio compleanno – sia chiaro – è ancora estate) che ecco comparire la campagna Autunno Inverno 2014/2015.

Quando esce un video della nuova collezione Lazzari generalmente mi si attiva il seguente processo: emozione e meraviglia, condivisione con la mia amica Verena e le mie sorelle, chat infinita di commenti e cuoricini vari, creazione della wishlist.

Il nuovo, uscito in questi giorni si chiama „Diana+Diana“ e vi farà subito venire voglia di rivedere il bellissimo film a cui è ispirato: „Il cowboy con il velo da sposa“ che non è un Western ma un film della Disney (“The parent trap” è il titolo originale: un’altra vittima dei misteri delle traduzioni in italiano tipo „Se mi lasci ti cancello“) e precisamente quello delle due gemelle che s’incontrano per la prima volta in campeggio e che cercano di far tornare insieme i propri genitori  separati.

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Diana + Diana from Lazzari on Vimeo.

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La location è da sogno e la cosa più bella è che ho scoperto che esiste davvero e che non è in Norvegia come pensavo ma nelle nostre Dolomiti,  nell’ex-villaggio Eni di Borca di Cadore.

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I capi indossati sia dalla Diana versione „Tomboy“ che da quella versione „Signorina“ sono favolosi, per non parlare dei mobili della Diana che vive nello chalet (posso avere tutto?).

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La passione e affezione generata da questo brand è dovuta non solo alla bellezza dei capi e alla loro qualità made in Italy ma, da un punto di vista di comunicazione – che è quello di cui vi scrivo in Carosello –  alla loro capacità di aver raggiunto l’ambito status di brand riconoscibile capace di creare e regalare un mondo a metà tra sogno, desiderio e ricordi, un mondo a cui ambire. Un mondo in cui il suo target – io e la già citata Verena per esempio – vorremmo vivere e in cui ci rifugiamo idealmente o che progettiamo di tanto in tanto di creare per scappare dalla routine sfrenata di ufficio, stress e liste di cose da fare che non si auto-depennano. O forse (ma questa è una sensazione del tutto personale e probabilmente di parte) in questo caso qui non stiamo parlando neanche del „gioco del marketing“: di target e positioning o di cavalcare il trend del „vintage“ : ma semplicemente di gente appassionata che condivide i propri sogni, i propri ricordi e il proprio mondo attraverso gli abiti che crea.

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