Ho indugiato fino all’ultimo minuto chiedendomi se entrare anch’io e quindi Cosebelle nel dibattito relativo al caso Barilla che non sembra placarsi. Non succede spesso che si parli di Italia e di pubblicità in giro per il mondo (come potrete notare anche dalle pubblicità trattate qui in Carosello) e infatti non è per meriti creativi che questa volta uno dei nostri brand più famosi ha fatto parlare di sé in tutto il mondo. Fatto sta che l’infelice uscita del Sig. Barilla Guido ha sollevato commenti e indignazioni in più campi, coinvolgendo anche quello politico e facendo ovviamente partire il boicottaggio online.

Per me, che vi guardo da lontano, mi fa sorridere come noi italiani siamo capaci di indignarci per la frase del CEO di un’azienda privata la cui visione si può non condividere ma che alla fine é libero di decidere a chi indirizzare la propria comunicazione di prodotto e che se perde clienti e profitti – con il suo modo “limitato” di vedere la famiglia – ne pagherà in prima persona, mentre restiamo passivi di fronte alle vicende politiche e alle scelte irresponsabili (ultima la crisi di governo) dei nostri governanti che hanno conseguenze dirette sulla nostra vita, i nostri soldi e il nostro futuro.

Detto questo, volevo presentarvi una breve raccolta di quelle che sono state le “reazioni” dei brand concorrenti di Barilla che improvvisamente si sono scoperti gay friendly e hanno voluto farcelo sapere con campagne social create ad hoc, approfittando del passo falso dell’avversario (che poi è anche leader mondiale del mercato). Alcune sono molto carine anche perché il prodotto “pasta” si presta particolarmente alla creatività visuale e verbale.

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Riso Gli Aironi

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Buitoni

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Bertolli Germania. Immagine social accompagnata dal messaggio: Pasta und Liebe fuer alle! (Pasta e amore per tutti)

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Campagna social “fake” di Garofalo che prende le distanze da questa creatività ma aggiunge come status su Facebook: “Le uniche famiglie che non sono Garofalo sono quelle che non amano la buona pasta”

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Althea

Fa parte del “gioco” del marketing e della concorrenza e non c’è da prendersela. Il Sig. Guido adesso avrà imparato la lezione e spero che la imparino anche tutti coloro che ricoprono incarichi importanti come il suo (in campi diversi). Barilla è un brand troppo importante nelle nostre vite italiane perché il boicottaggio funzioni, lo perdoneremo, tra un paio di settimane ce ne saremo dimenticati tutti e torneremo a comprare Barilla, vero?

Chissà se per chiudere la questione una volta per tutte Barilla non stia già lavorando a una nuova campagna con una coppia gay (o anche una madre single, un anziano con la badante, una coppia che convive nel peccato, una famiglia di cinesi etc.)?

Se così fosse, visto che ci siete, cara Barilla, vi chiederei (richiesta del tutto personale) di rivedere anche le campagne Mulino Bianco perchè una che è cresciuta con il Piccolo Mugnaio Bianco e Clementina non accetterà mai un mugnaio con l’accento spagnolo.

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Per le più giovani: da sinistra Il piccolo mugnaio bianco, Clementina e il compianto Soldino