Alcuni classici dell’adv (made in USA) li abbiamo conosciuti tramite Mad Men, altri li ritroviamo puntualmente presentati nei nostri libri di pubblicità. Ma come sarebbero queste campagne pubblicitarie che hanno fatto la storia dell’advertising, la fortuna delle aziende pubblicizzate e donato la gloria ai loro creatori se fossero eseguite oggi, nell’era dei social media?

Eoin Conlon un pubblicitario che vive a Dublino lo ha immaginato e realizzato in un lavoro dove non manca l’ironia e in cui ci dimostra come non tutti i messaggi possano essere trasposti, in maniera identica su tutti i media.

E così il famoso (e misterioso) uomo bendato creato da David Ogilvy nel 1951 per le camice Hathaway potrebbe essere costretto a scrivere un tweet in cui chiede ad Anne Hathaway (l’omonima attrice) di chiarire ogni possibile equivoco tra “l’uomo con la camicia Hathaway” e “l’uomo con la camicia di Anne Hathaway”.

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La campagna di Miss Clairol del 1955 con la domanda: “does she or does she not?” riferito alla colorazione dei capelli, sarebbe trasformato in una (inutile) app per smartphone con relativo sondaggio.

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La famosa pubblicità “1984” di Apple del 1984 invece rischierebbe addirittura di passare inosservata se collocata prima di un video su You Tube dove sarebbe vittima inesorabile del pulsante “skip ad”.

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 “Think small” di Volkswagen Beetle, la regina delle pubblicità, essendo praticamente moderna e innovativa già nel 1959 vedrebbe semplicemente l’integrazione nel layout della pagina stampa che l’ha resa famosa, dei link ai vari social network, QR code e sito istituzionale. Sono sicura che l’hashtag #thinksmall sarebbe stato un enorme successo su Twitter.

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Qui di seguito gli altri esempi realizzati da Eoin Conlon:

Ogilvy & Mather/Rolls Royce ‘At 60 miles an hour the loudest noise in this new Rolls-Royce comes from the electric clock’ 1958carosello_classic ads today_cosebelle 07

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Ruthraff & Ryan/U.S. School of Music ‘They Laughed When I Sat Down At The Piano’ 1925

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