Pensate di non aver letto bene? Invece è corretto, il titolo è davvero: “Carciofi a San Valentino“! Conosciuto fin dall’antichità, già Teofrasto ne decantava le virtù, si dice che il carciofo abbia  potere afrodisiaco. Deve il suo nome a Zeus che per punire l’amata ninfa dagli occhi verdi Cynara la trasformò in carciofo: secondo la leggenda le spine della pianta sarebbero le pene d’amore che la volubile Cynara fece patire a Zeus, mentre il suo cuore dolce apparterebbe proprio alla giovane che lo fece innamorare. La Framboisière, il medico personale di Luigi XIII, scriveva: “I carciofi scaldano il sangue e spronano in modo naturale al gioco amoroso di Venere, sono buoni per lo stomaco e fanno venire appetito, sono tanto apprezzati per la loro bontà che non si combina un sontuoso banchetto senza carciofi”.
E Pablo Neruda compose un’ “Ode al carciofo“:

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame…

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Carciofi / photo credits Michael Endy

E proprio questo cuore tenero, come lo definiva Neruda, è un concentrato di virtù, non a caso molto usato anche nell’industria cosmetica e farmaceutica. A bassissimo contenuto calorico, 22 kg/cal per 100 gr di prodotto crudo, il carciofo contiene la cinarina, una sostanza aromatica che gli conferisce il tipico sapore amaro e risulta particolarmente utile per la corretta funzionalità del fegato, per abbassare i livelli di colesterolo, per la diuresi. Contiene vitamine A, B1, B2, C, PP , potassio, sodio, fosforo, rame, zinco, tanto ferro e alcuni zuccheri consentiti ai diabetici. E’ fondamentale però consumarlo freschissimo e crudo (la parte edule del carciofo è il bocciolo), per conservare intatte tutte le sue proprietà nutritive: affettatelo sottile e conditelo con olio extravergine d’oliva e succo di limone, quest’ultimo agisce anche come antiossidante. Molte delle sostanze nutritive e delle proprietà organolettiche dei carciofi tendono infatti a disperdersi se consumati fritti, se mangiati insieme a insaccati e formaggi o se accompagnati dal vino. Il succo è utilizzato in cosmesi, svolge un’ azione bioattivante, vivificante e tonificante per la pelle devitalizzata e foruncolosa. Unica controindicazione: è sconsigliato per le donne che allattano, dato che i carciofi ostacolano la secrezione lattea.

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Carciofo / Photo credits Tonianne DeMaria Barry

 La stagione dei carciofi inizia in autunno e prosegue fino a primavera inoltrata; l’Italia è uno dei più grandi produttori, si coltiva dalla Liguria alla Sicilia e praticamente ogni zona ha una sua varietà. Si registrano anche una DOP – lo “Spinoso di Sardegna” dal capolino conico allungato e compatto e un IGP – il “Carciofo di Paestum” tondo e senza spine. Sui banchi del mercato in questa stagione trovate per lo più i “carciofi romaneschi”, grossi e col capolino rotondo, ottimi per essere cucinati ripieni e i “toscani”, dal colore violetto, il “catanese” che è la varietà più coltivata in Italia (da 0,50 a 1,20 € a capolino). Negli Stati Uniti ogni anno eleggono una Miss Carciofo, titolo che nel 1946 andò niente meno che Marilyn Monroe!

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Carciofo / photo credits Francesca

Continuate a pensare che regalare carciofi sia proprio fuori luogo? Vedete meglio come dono il classico mazzo di rose rosse, ovvero il fiore eletto emblema dell’amore dopo che San Valentino, secondo la tradizione, ne raccolse una del suo giardino per donarla a due fidanzati che stavano litigando, suggerendogli di fare la pace stringendo il fiore e pregando il Signore affinché mantenesse vivo in eterno il loro amore? Allora, facciamo così: una rosa nel vaso e un carciofo nel piatto, o meglio tanti cuori di carciofo, un simbolo d’amore alleato del nostro benessere!

[E direttamente dalla cucina di Cosebelle vi suggeriamo la ricetta della zuppa vignorola romanesca]