A projection taken the official poster of the 66th Cannes Film Festival is pictured during a news conference to announce the competing films at the 66th Cannes Film Festival in Paris

Ha trionfato l’amore a Cannes quest’anno. E come non avrebbe potuto con quella locandina stupenda, i due innamorati eterni Paul Newman e Joanne Woodward che divengono un corpo solo, trasmettendo infinita speranza dopo il triste sorriso di Marylin dell’anno scorso. Che importa il sesso dell’amore, se poi davvero ce l’ha un sesso, che gli angeli mica ce l’hanno come nessuna delle cose sacre. Due donne, fonte della vita, simbolo della rinascita, i capelli blu e gli occhi blu di Lea Seydoux e la bocca dischiusa di Adéle Excharchopoulos. Così vince La vie d’Adele, di Abdellatif Kechiche, con un bacio. Semplice no?

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In mezzo un sacco di pellicole che ci piacerebbe vedere, che hanno incuriosito più di quanto abbiano vinto ma che comunque fanno di quest’edizione una tra le più gustose degli ultimi anni. Ci sono le adolescenti terribili e ladre di The Bling Ring, di Sofia Coppola che aprono la sezione Un certain regard, dove troviamo anche James Franco che cita Faulkner con As I lay Dying. Fuori concorso ci ubriachiamo col Gatsby di Luhrmann, un sacco di fumo e non so quanto arrosto.

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E pensiamo a quanto era dura che l’amore vincesse una gara in cui si affrontavano tutti i sentimenti umani. Quanta tragedia negli occhi blu di Joaquin Phoenix e Marion Cotillard insieme per The Immigrant di James Gray, quanta vendetta in quelli di Ryan Gosling con la seconda prova assieme a Nicholas Winding Refn, Only God Forgives, e che dire dello sguardo torbido della signora Polanski Emmanuelle Seigner in Venus In Fur mentre guarda dritto nella cinepresa quel genio infelice che è suo marito?

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C’è poi la ribellione pacata dei Coen coi loro outsider tranquilli, come in Inside LLewyn Davis, il racconto di un uomo e la sua chitarra che conquista il Premio Speciale della Giuria. 4 stagioni, 4 canzoni e una ragazza di 17 anni. E’ il nuovo Ozon che torna all’adolescenza con Jeune e Jolie.

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E poi ritorna l’amore ritorna in tutte le sue forme, anche le più strane. Come il pianista Liberace e il suo giovane amante, immortalati da Steven Soderbergh  in Behind The Candelabra e la grande bellezza lasciata su uno scoglio del passato da Toni Servillo nel lungometraggio di Sorrentino e infine sempre lei, la solita dicotomia Amore/Morte, incastonata nel volto dei due vampiri innamorati di Jim Jarmusch, in Only Lovers left Alive.

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Così l’amore sopravvive mentre il mondo si sgretola. Almeno al cinema.