La provincia italiana riserva spesso sorprese belle. Prendete ad esempio la Basilicata e le sue città: cosa conoscete riguardo all’area di Potenza e di Matera? Non è la prima volta che Cosebelle scova iniziative stimolanti  provenienti proprio da questa zona: lo avevamo fatto lo scorso aprile con Casa Netural, primo esempio di spazio dedicato al co-working e al co-living nato in Basilicata e lo facciamo oggi con Cameracronica, un nome che identifica una rivista autoprodotta e gratuita con focus su architettura e design, ma anche uno spazio espositivo, sorto nel cuore di Melfi. Cosebelle intervista i responsabili di questo progetto.

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Cameracronica Exhibition – Foto Angela Rosati

Cosebelle: Come è nato il progetto dello spazio Cameracronica Exhibition? Avete avuto difficoltà nella sua ideazione e realizzazione? Se si, quali?
Cameracronica Mag: Cameracronica Exhibition Area nasce dall’unione della ventennale esperienza accumulata dalla Casa Editrice Libria di Melfi. Libria è ormai riconosciuta sul piano internazionale come una delle più dinamiche case editrici specializzate sui temi dell’architettura e del paesaggio. Con il laboratorio di architettura Vortex_A, Libria ha deciso di diffondere anche nel sud Italia la cultura architettonica contemporanea internazionale mediante la fondazione di Cameracronica.

CB: Quali scelte persegue il progetto Cameracronica e quali sono state fin qui le principali iniziative promosse?
Cameracronica Mag: Abbiamo immaginato Cameracronica come una Wunderkammer e per rendere esplicito il nostro approccio siamo partiti con la mostra “Progetto privato” dedicata alla dimensione artistico-progettuale degli architetti cileni Pezo von Ellrichshausen. Per la mostra abbiamo realizzato un museo in miniatura composto da sedici stanze con patio centrale. Ogni stanza ha ospitato un’opera del duo cileno. L’impatto del pubblico è stato entusiasmante!

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Cameracronica Exhibition – Foto Angela Rosati

CB: Cameracronica Magazine è il vostro magazine: chi forma la redazione e come siete organizzati, essendo localizzati in vari luoghi? Quali sono i vostri riferimenti?
Cameracronica Mag: Cameracronica Magazine è un esperimento editoriale nato in parallelo con Cameracronica Exhibition Area. Si tratta di una rivista trimestrale scaricabile gratuitamente qui. Il magazine intende sondare tutte le tendenze contemporanee relative all’architettura e al paesaggio con uno sguardo rivolto non solo alla concezione spaziale, ma anche alla quantità di “sostanza” artistica che la permea. Il direttore Giacinto Cerviere, insieme ad Antonio Carbone l’editore, supportati dalla graphic designer Mariangela Savoia, stanno creando una rete culturale con gli studi e i teorici più interessanti del panorama internazionale.

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CB: Dopo il numero dedicato alla Grecia, avete in programma altri numeri “monografici”?
Cameracronica Mag: Sì, è in preparazione il prossimo numero dedicato alle città-fantasma ma anche a quegli interventi di micro-architettura che spuntano spesso in villaggi abbandonati o in territori desolati, architetture di “resistenza culturale” che combattono contro il degrado politico e sociale che ormai tende a crescere proprio da noi, in quell’Occidente evoluto che si pensava progressivo e infallibile. Abbiamo anche in programma altri numeri, dedicati all’architettura mobile o al rapporto tra guerra e paesaggio.

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CB: Melfi, in provincia di Potenza, è il luogo in cui è nato il vostro progetto. La sua risorsa e il suo punto debole dal punto di vista di un “creativo”.
Cameracronica Mag: Melfi è un bel luogo per questa iniziativa. Utilizziamo gli spazi del Museo civico nel cuore di un centro antico particolarmente ricettivo. Scontiamo una certa marginalità, ma francamente la percepiamo come un punto di forza. Sappiamo bene che promuovere iniziative di questo genere a Sud significa soffrire e demoralizzarsi ad ogni chiodo che si pianta in un muro. Ma ci sono realtà nel meridione ancora più difficili della nostra, dove alle difficoltà e insensibilità della burocrazia si affiancano problemi di illegalità. Quindi, tutto sommato, ci muoviamo in una condizione socioculturale ed economica difficile e fragile, come quella della Basilicata, ma non immutabile.

CB: Una cosabella
Giacinto: Potrebbe essere quella di continuare questa esperienza.
Antonio: Il tavolino Cumano di Achille Castiglioni, averlo vicino mi conforta.
Mariangela: Perdersi a guardare, in una città bella. Magari senza macchina fotografica: così hai una scusa per tornarci, una volta ritrovata la strada.


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