Un po’ in anticipo sui tempi, e fidandomi forse troppo di queste giornate miti e soleggiate, ho fatto il cambio armadio.

 

Il cambio armadio è un momento catartico in cui ci si addentra tra cassetti e ante verso mondi sconosciuti, dimensioni parallele, spazi temporali ignoti dove in genere si ritrovano vestiti dimenticati dal 1990. Oltre a questi, che rientrano nella categoria “Ma dai! Anche tu qui?!”, durante il cambio armadio si incontrano anche:

  • Nessuno può mettere la taglia 40 in un angolo. Quelli che l’anno scorso ti andavano bene ma quest’anno non li infili nemmeno se t’insaponi: li tieni perché vuoi dimostrare a te stessa (e a loro) che puoi farcela a tornare lì dentro. Anche solo per due minuti.
  • L’anticristo. Quelli che devi aver comprato sotto droghe pesanti o mentre eri depressa o durante un soggiorno a Disneyland Paris: speri di non averli mai indossati o di averli indossati di notte. Li butti dentro un sacchetto, chiuso in un baule, sotterrato in un campo.
  • Io e te 3 metri sopra l’armadio. Quelli che non metti da una vita ma piuttosto che liberartene ti fai tagliare la testa: li tieni lì, magari in un cassetto, ogni tanto li contempli e sospiri.
  • Coperta di Linus. Quelli che non si sa mai (che in realtà sai che sarà mai, ma te la racconti): non sono né bellissimi né da tagliare in coriandoli: li tieni perché ti rassicurano.
  • Se questi spacchi potessero parlare. Quelli che non hai più un’età per mettere. Li lasci andare con un sorriso malinconico, ne avete passate tante insieme ma ora è tempo che tu ti metta la gonna al ginocchio, i mezzi tacchi e i gambaletti color carne, tanti sono di moda.
  • Innocenti evasioni. Quelli non tuoi che chissà come sono finiti nel tuo armadio: li tieni, ti piacciono ma ci esci con cautela perché metti che ti sgamino.

Ora, o l’antitarme mi ha dato alla testa o è evidente un parallellismo tra cambio armadio e gli uomini (e con le donne).

Ragioniamo.

Esattamente come i vestiti “Ma dai! Anche tu qui?!” ci sono gli uomini che non ti ricordi di aver avuto, coi quali magari c’è stato poco, ma c’è stato bene, che una sera incontri per caso e sei proprio contenta e ci bevi una cosa e poi un’altra e un’altra ancora. E poi ognuno a casa sua. O magari no.

I vestiti “Nessuno può mettere la taglia 40 in un angolo” sono gli uomini coi quali all’inizio sembrava funzionare e invece poi no, per mille motivi, ma non lo accetti e ti incaponisci e vuoi trovare per forza una quadra ad una relazione tonda e non sia mai che tu non riesca a salvare capra, cavoli e relazione.

I vestiti “Anticristo” sono quelli con cui sei stata, a vari livelli, e di cui non ti capaciti. I tipi a cui ripensi e dici: “ma io? Veramente? Ma come ho fatto?” e non riesci a darti una spiegazione. E vorresti cancellarli dal tuo passato ma sono lì, che ti guardano insieme alle tue amiche che dicono “ce lo siamo sempre chiesto anche noi”.

I vestiti “Io e te 3 metri sopra l’armadio” sono gli uomini storici coi quali si sono vissute relazioni lunghe e belle oppure quelli con cui la relazione è stata breve ma intensissima. Gli incancellabili. Gli intoccabili. Sono i tizi a cui ripensi con un sorriso ebete anche a 85 anni quando stai per fare cinquina alla tombola natalizia.

I vestiti “Coperta di Linus” sono gli uomini con cui non vuoi una vera relazione, o quelli a cui non ti sei mai veramente concessa, ma sai che sono lì e che basterebbe un tuo cenno per farli correre come cani con la pallina in bocca. Servono quando hai l’autostima sotto i piedi per sentirti dire “sei bellissima” anche se assomigli a Dora Maar ritratta da Picasso.

I vestiti “Se questi spacchi potessero parlare” sono gli uomini con cui vavavuma (cit) nei tuoi anni migliori, quelle storie solo passione e niente testa con cui te la intendevi “quando beltà splendea negli occhi tuoi ridenti e fuggitivi” ma che poi, ad un certo punto, basta. Testa a posto, famiglia, villetta e cane.

I vestiti “Innocenti evasioni” sono gli uomini impegnati, quelli delle altre a vario titolo, quelli che sono bellissimi perché proibiti, con i quali si può stare per poco, meglio di notte. Di sicuro non di Domenica in centro.

Manca qualcosa? Mancano i vestiti-uomini “Hic et nunc” con cui si ha una relazione nel presente, una storia adesso, ora, mentre si fa il cambio degli armadi. Mancano perché non si trovano nei cassetti né tra i ripiani.

Li abbiamo addosso, ci piacciono e ci stanno perfettamente.