C+C=Maxigross | Fluttarn

Se dubitate che essere aggrappati alle proprie radici sia un atteggiamento abbastanza rock, beh, probabilmente non avete ancora ascoltato Fluttarn, il secondo album dei C+C=Maxigross. Il collettivo (non chiamatelo band!) lessino è andato a registrare un disco psych-folk sul cucuzzolo di una montagna spersa tra le Prealpi venete. E proprio a Vaggimal (VR), borgo a 723 metri sul livello del mare con un censimento di ben 114 anime, organizza un festival psichedelico – ebbene, sì.
I C+C=Maxigross non fanno certo mistero di un legame fortissimo con il territorio da cui provengono, au contraire uno dei loro impegni è quello di tramandare una cultura ricchissima, quella dei Cimbri. E lo fanno con un sound dall’apertura spazio-temporale che sembra esplodere come un big bang ed espandersi verso le più varie influenze, da Beck ai Love e ritorno. Un’atteggiamento che in Fluttarn si respira a pieni polmoni (sarà l’aria buona di montagna) e che viene accudito anche con le esperienze nei festival italiani e stranieri, per esempio al Primavera Sound e oltreoceano. Perché da Vaggimal a New York è un bel po’ di strada, ma i nostri sono felicissimi di portare a zonzo la loro musica.
Abbiamo intervistato i C+C=Maxigross, nella persona di Tobia Poltronieri, tra le altre cose fondatore della Vaggimal Records. Tobia ci ha raccontato non solo di Fluttarn e dei Cimbri, ma anche di come hanno provato a entrare nella testa di Paul McCartney. Orsù: mettetevi sciarpa e cappello, si va in Lessinia!

C+C=Maxigross

Cosebelle: Carissimi C+C=Maxigross, Fluttarn è stato registrato a Vaggimal, il vostro caro microscopico paese di montagna in provincia di Verona. Eppure è un disco in cui ci sono dentro i Beatles, i Fleet Foxes, in cui c’è Beck e ci sono i Love. C’è quel tratto musicale di West Coast che è sinonimo di psichedelia. Ci sono l’oceano, il deserto, le onde. Come può un luogo così isolato e quasi disabitato esplodere in un miscuglio di influenze diversissime?
Tobia: Ciao! Beh grazie innanzitutto dei complimenti! Vaggimal è il nostro rifugio creativo da quando siamo piccoli. Ci rilassa e ci ispira, non deve fare altro che stare lì fermo, in silenzio. Poi noi arriviamo e ci lasciamo andare!

CB: Una sfida che avete abbracciato è quella di tramandare una lingua quasi dimenticata – quella dei Cimbri, un popolo anticamente insediato tra le montagne del Veneto e del Trentino. Eppure il vostro atteggiamento è apertissimo alle esperienze degli altri, una cosa che riecheggia per esempio nelle numerose collaborazioni con professionisti provenienti da esperienze molto lontane, anche geograficamente. Come si riesce a evitare che il culto per le proprie tradizioni diventi autoreferenzialità?
T: Più che una sfida, un omaggio. Nessuno di noi parla il Cimbro. Nonostante ciò pensiamo sia un perfetto simbolo delle nostre montagne e della Lessinia. È un omaggio a queste terre magiche, misteriose e poco conosciute che ci hanno accolto da quando siamo bambini e ci continuano a ispirare. L’amore per la nostra terra è ovviamente agli antipodi dei valori della Lega e della mentalità chiusa che pensa solo al proprio orticello.

CB: C+C=Maxigross è un nome davvero, davvero assurdo. Chissà quante volte ve l’hanno detto! Che ci dite, invece, di Fluttarn? Da dove nasce il titolo del vostro album?
T: “Fluttarn” significa “svolazzare, volare via”, per l’appunto in Cimbro. Dopo “Cantare” e “Rumoreggiare” [SingarRuvain, NdR], i due lavori precedenti, sentivamo che questo disco ci stava spingendo verso altri luoghi, altitudini e suoni. Perciò questo verbo e questa parola che rimanda al “fluttuare” e a quelle sensazioni ci è sembrata perfetta per descrivere questo disco, che poi è la chiusura di una trilogia di lavori realizzati in Lessinia, di un ciclo della nostra vita, importantissimo e densissimo.

CB: La composizione della vostra band è mutevole, con una lineup costantemente in divenire. Che cosa significa essere un collettivo musicale in un mondo di band?
T: Significa dare precedenza all’arte e alla musica, essere alla ricerca costante di stimoli e ispirazioni, collaborare in continuazione con artisti e persone che condividono lo stesso spirito o che possono aprire nuove vie.

CB: Che storia avete voluto raccontare in una canzone così deliziosamente psichedelica come An afternoon with Paul?
T: Siamo partiti jammando su un giro di piano molto McCartney e quindi scherzando abbiamo provato a scrivere un classico brano alla Paul. Poi in realtà abbiamo inserito delle tastiere Juno, dei super delay e inevitabilmente ci siamo spostati verso una coda veramente dilatata che sfocia in un giro soul funk. Nella prima parte comunque abbiamo cercato di entrare nella testa di Paul, ormai vecchio, dopo una vita di successi, ma anche di incomprensioni. Rimarrà per sempre il più antipatico dei Beatles, purtroppo!

CB: In queste settimane abbiamo sentito e letto molti pareri, opinioni e impressioni sugli attentati di Parigi (e molte cazzate, sì, pure quelle). Quali sentimenti avete provato quando avete appreso della folle mattanza al Bataclan durante il concerto degli Eagles of Death Metal?
T: Sono sceso dal palco del Covo, era il nostro secondo concerto del tour, e c’hanno avvisato della tragedia. Mia cugina vive a Parigi, e finché non mi ha risposto che stava bene mi sono preoccupato molto. Poi dopo nei giorni seguenti abbiamo tutti realizzato pian piano quanto un fatto del genere ti faccia sentire vulnerabile. Là dentro potevo esserci io come chiunque altro, era una situazione normalissima e quotidiana. Senza tante banalità: è sconvolgente e ti lascia inerme. Polemiche varie no comment.

CB: Il decennio musicale nel quale vorreste vivere?
T: Gli anni ’80. Del 1600 però. Adoriamo il Barocco.

CB: Il disco che vi ha cambiato la vita (diamo per scontato che un disco possa sul serio cambiarci la vita)?
T: Beh, ma i dischi ci cambiano la vita in continuazione! Parlando come gruppo sicuramente due disconi che c’hanno fatto tanta impressione negli ultimi mesi sono Trout Mask Replica di Captain Beefheart e To Pimp A Butterfly di Kendrick Lamar.

CB: Una cosabella.
T: Potrei dirti che la capra è l’animale più bello che c’è.

I C+C=Maxigross suoneranno giovedì 10 al Rende di Ferrara, venerdì 11 all’Astro Club di Fontanafredda (PN) e sabato 12 al Vinile Club di Rosà (VI).