C’è un fascino talmente antico e magnetico nelle stampe d’arte che persino un occhio poco allenato saprebbe riconoscerne la bellezza, perché per crearle ci vuole anche un po’ di magia, giusto? Ferri del mestiere, maestria e ispirazione, un mix di talento e manualità che ai miei occhi è decisamente magia. Riempirei casa di stampe, ci scriverei la lista della spesa, gli appunti, i ricordi che di solito scrivo qua e là, se non fosse una preparazione religiosamente accurata e io praticamente inetta. Ma incornicerei tutto con devozione, lo giuro!

Il punto di partenza del lavoro di Alce Rossa, piccolo ma vivace laboratorio di incisione che si trova a Verona, non lontano da San Zeno, è proprio l’antica sapienza tipografica e tanta voglia di incorniciare pensieri positivi. Un piccolo grande mondo quello di Irene, la mente creativa dietro questo progetto, con un qualcosa in più: ogni stampa viene creata con materiali atossici e tecniche calcografiche antiche, nel rispetto totale della natura. Si chiama arte consapevole e trovo sia una idea bellissima.

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Ma è Irene in prima persona a raccontarci la sua arte.

Cosebelle: Cosa è un torchio calcografico? Come sei arrivata ad usare questa tecnica per i tuoi soggetti?

Irene Alce Rossa: Un torchio è una grossa macchina formata da due pesanti rulli in mezzo ai quali è posto un piano mobile. Una stella aziona il rullo superiore e la pressione che si esercita tra un cilindro e l’altro fa scorrere avanti e indietro il piano. Per stampare una matrice bisogna prima inchiostrarla e poi appoggiarla sul piano, ci si fa cadere sopra un foglio umido e un panno di feltro. Girando la stella, la matrice il foglio e il panno vengono schiacciati tra i due rulli e l’inchiostro si trasferisce dalla matrice al foglio. È una tecnica molto antica che permette di stampare più volte la stessa immagine e a cui mi sono appassionata nel momento stesso in cui ho visto il primo torchio! Alce Rossa è nata dopo una borsa di studio all’Art Students League di New York, dove ho studiato principalmente disegno. Una volta rientrata ero definitivamente sicura che la grafica d’arte fosse la mia strada, la maniera migliore per rappresentare il mio mondo. A Venezia ho studiato alla cattedra di Fraternali, che dirige un importante centro di ricerca, il Lab43 al Forte Marghera. Nel laboratorio di Fraternali ho scoperto che l’incisione poteva essere anche un modo per mandare un messaggio positivo, non solo con le immagini, ma con l’esempio del processo stesso di lavorazione della lastra e mi sono innamorata ancora di più di questa bellissima tecnica.

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CB: Quanto è importante per te l’uso di materiali a basso impatto ambientale? Arte e ambiente vanno quindi a braccetto?

IAR: Fondamentale! Credo non sia possibile trasmettere un messaggio positivo con strumenti che non ne siano un esempio concreto. So che non sempre nel mondo dell’arte è presente questa esigenza, ma sono sempre più numerosi gli artisti che utilizzano le loro opere per richiamare l’attenzione del pubblico su questi temi. La bellezza dell’incisione no-toxic sta anche nel suo essere alla portata di tutti, nella condivisione internazionale degli esiti delle varie ricerche, nel recupero dei ricettari rinascimentali. Oggi vedo molta attenzione per l’handmade e la riscoperta dei vecchi saperi e credo che il mondo della grafica, con  letterpress, incisione e serigrafia, sia uno dei settori più vivaci e dinamici, dove la parola arte riacquista un valore reale e l’ambiente è uno spazio fisico di azione vissuto e rispettato. In questo senso allora posso dire che sì, arte e ambiente, nei nuovi spazi della grafica e dell’artigianato artistico, vanno a braccetto come una coppia di sposini.

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CB: Nel mondo di alcerossa vedo occhi buoni, esserini buffi e placidi. Come nasce l’immaginario dei soggetti delle tue stampe? Riflette l’animo di chi lo crea o è una sorta di mondo ideale che protegge da quello reale?

IAR: Sì, le creature di Alce Rossa sono buone e buffe, e spesso anche un po’ goffe. Quasi tutto è una rielaborazione delle esperienze che ho vissuto, di stati d’animo, di persone che ho incontrato. Non credo nascano da un immaginario separato dalla realtà, ma siano piuttosto un modo personale per reinterpretarla. In qualche modo le incisioni che creo cercano di rappresentare il lato migliore del mondo nel quale vivo, il lato più tenero.

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CB: Una Cosabella?

IAR: È una domanda difficile! Sono fortunata, ho una vita piena di cose meraivigliose e sono molto coccolata! Sicuramente una Cosabella è fare il lavoro che mi piace, stimolata dai nuovi incontri, appoggiata dalle persone che amo. L’incisione, insomma, è la mia Cosabella!

Tutte le creazioni di Alce Rossa sono disponibili nello shop ufficiale su A Little Market.

(photo credits: Alce Rossa)