Immaginatemi sospirare seduta a lato di una finestra all’inglese, quelle con gli infissi di legno bianchi, che guardo il tramonto sulla città e vi racconto, con piglio romantico e malinconico, di quanto mi piace associare ai suoni i ricordi. Si, proprio così, come una blogger seria. Inizio dal ritmo cadenzato della macchina da cucire di mia nonna, quella a scomparsa, si capovolgeva e rientrava in un mobile di legno laccato. E poi decido di chiudere questa digressione con l’ultimo ricordo sonoro, un album che ha accompagnato una estate piena di lavoro e felice: Colapesce, Un meraviglioso declino.

E proprio mentre stai facendo la blogger seria (continuate ad immaginarmi così per piacere) che si presenta il connubio perfetto fra questi due ricordi, tra macchina da cucire e Colapesce, e questo legame ha un nome: Kimsoo.

Kimsoo è il piccolo brand di Silvia Occhipinti, giovane creativa che della moda “fatta a mano” ha fatto il suo marchio di fabbrica. Cosa c’entra Colapesce? Facile, Silvia è la “maker” degli abiti di scena del nuovo tour del cantautore siciliano, Egomostro. Uscito il 4 febbraio scorso, il secondo album del cantautore siciliano sta confermando il suo talento, già ben visibile nello “scarno” Un meraviglioso declino. Il punto di vista di Lorenzo Urciullo stavolta è ancora più tagliente (ascoltate Maledetti italiani e ne avrete la conferma), pur mantenendo quella sorta di visione onirica dei propri spazi, dell’intimità, della coppia, anche se più in crisi rispetto all’album di debutto. Una visione più “sociologica” che si accompagna ad un arricchimento strumentale: synth, basi, tastiere che riportano a un certo modo di fare musica – anche italiana, eh – negli anni Settanta e Ottanta.

egomostro

Cosebelle Magazine: La prima domanda è d’obbligo: come è nata la collaborazione con Colapesce?

Silvia: La nostra collaborazione è nata in maniera completamente inaspettata una mattina di febbraio; Sara, la community manager di ALittleMarket Italia, mi ha contattata proponendomi un lavoro tanto insolito quanto sul filo del rasoio. Suo marito, produttore discografico, era alla ricerca di quattro completi da uomo per uno dei suoi artisti e la sua band. I quattro completi però, oltre che su misura, erano anche di un colore particolare: un rosa bubblegum decisamente insolito! Dopo avermi elencato le loro necessità, per darmi la motivazione finale, mi ha detto che i vestiti sarebbero stati per Colapesce e per il suo ultimo tour: a quel punto come avrei potuto rifiutare? E infatti il mio è stato un sì istantaneo!

egomostro abiti di scena

CB: Cosa vuol dire vestire un cantautore ed entrare nell’immaginario di un intero tour?

S: Sai che mi sono resa conto della cosa solamente dopo aver letto la tua domanda? Ora mi sento i brividi lungo tutto il corpo! Ogni volta che completo un capo spero sempre che questo possa, almeno in minima parte, influenzare in meglio la vita futura dell’acquirente, ad esempio regalando un sorriso tutte le volte che lo indossa, o illuminando un armadio magari troppo buio o uniforme. Ora posso solo sperare che questo sentimento positivo si diffonda anche a chi assisterà alle date del tour di Colapesce e della sua band: cos’altro si può provare dinnanzi a della ottima musica suonata da ragazzi vestiti di rosa se non soddisfazione?

egomostro tour

CB: Cosa ti ispira per le tue creazioni e come nascono? Quanto lavoro c’è dietro ogni capo?

S: Le mie creazioni sono sempre figlie di un’improvvisa ispirazione: vedo della stoffa speciale e so già qual è il capo che questa nasconde in sé, un po’ come uno scultore che sa già cosa cela al suo interno il marmo. Sono convinta che il tessuto parli, ed io ho avuto la fortuna di saperlo comprendere!

Dietro ogni capo ci sono ore, se non giorni interi, di passione e attenzione. Io ho lavorato per anni nell’alta moda, e mia nonna è sarta “vecchio stile”; per lei un capo deve essere più bello al suo interno che al suo esterno. Per questo provo molta più soddisfazione a riporre cura in un dettaglio interno che magari ben pochi noteranno piuttosto che nel completare un capo che sembra bello soltanto ad un’occhiata superficiale.

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CB: Leggo nella tua presentazione che trovavi soffocanti le logiche della moda. “Il denaro e il profitto erano l’unico punto cardinale da seguire, e non vi era altro che omologazione intorno a me”. Che spazio c’è per l’handmade nell’abbigliamento oggi?

S: Penso che l’handmade oggi sia contemporaneamente salvezza e rovina di se stesso. Stiamo vivendo un momento di grande diffusione del fatto a mano e questo, se da un certo punto di vista è un’ottima cosa, dall’altro non lo è, perché rischia anch’esso di essere venduto come un prodotto e non raccontato come uno stile di vita. Per quanto mi riguarda preferisco infatti parlare di artigianato e non di handmade; l’artigianato ha studi, cultura e tradizione alle spalle, molto più di quello che noi ora associamo alla parola handmade. Non basta applicare uno stencil ad una canottiera o qualche borchia ad un colletto perché un capo sia handmade. Ci vuole passione per il bello, capacità visionaria e volontà di andare controcorrente: solo se noi artigiani riusciamo ad esprimere tutto questo potremo affrancarci dall’omologazione in tutti i campi, compreso in quello dell’handmade.

E per fortuna che entrare a contatto con il pubblico negli ultimi anni è diventato decisamente più semplice, anche grazie ad aggregatori di shop virtuali come ALittlemarket.it: così è più agevole farsi trovare da acquirenti interessati all’unicità provenienti da ogni parte del mondo!

CB: Una cosabella? 

S: Cucire a tempo di musica fino a vedere realizzato il capo che era così chiaro nella tua mente che non hai avuto nemmeno il bisogno di disegnarlo, e realizzare che è così perfetto per l’acquirente che sembra gli sia stato dipinto addosso!

Andate a scoprire il mondo Kimsoo nel suo sito ufficiale e nel suo shop A Little Market. Oppure, perché no, anche durante il tour di Colapesce. Ecco un po’ di date: stasera, 27 febbraio, al Locomotiv club a Bologna; 28 febbraio, The Cage theatre a Livorno; 5 marzo, Teatro Auditorium Unical, Rende; 6 marzo, Villanova Discobar, Taranto.

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(Photo credits: Kimsoo)