Plasmare i materiali fino a renderli qualcosa di differente, nuovo, inaspettato.

Senza nessun talento da bambina lo facevo con la mollica del pane, con buona pace dei miei commensali, per poi scoprire Das e plastilina e la meraviglia del lavoro manuale: le mani sporche, i risultati non eccellenti, ma il divertimento puro. Non badate alla mia totale assenza di talento nella cosa, lo ripeto, ma piuttosto fate caso al concetto, quasi carnale, di mani esperte che reinventano la materia con piglio decisamente più professionale del mio e tirano fuori il bello che essa contiene. Se vi dicessi polimeri plastici a cosa pensereste? Strane forme colorate probabilmente con consistenza e origine indefinita, ma sappiate che possono diventare sculture elaborate, e quindi gioielli, e tutto questo solo grazie a mani esperte.

Non c’è intervento di macchine, solo il calore, l’inventiva e le suggestioni di due creativi, Daniele Cazzolla e Mariella Tedesco e, per dirla con le loro parole, questo è “un modo di riappropriarsi del gesti lenti non condizionati dal trascorrere incessante del tempo”. Si chiamano Mad Objects, artigianato e passione interamente italiani per gioielli dal forte carattere simbolico, rigorosi e scuri in alcuni casi, trionfo di colore in altri.

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 Sono tutti pezzi unici ricchi di talmente tanti dettagli che viene quasi voglia di percorrerli col dito per scoprirne ogni anfratto, ogni curva.

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Questi Mad Objects hanno un fascino quasi onirico: scarabei lucidi, simbologia ricercata e dettagli mai causali

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oppure ricerca pura della simmetria, della cascata di linee e elementi mai ridondante, che mai stufa.

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Per scoprire il mondo dei Mad Objects visitate il loro sito ufficiale.

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