Elena Petraccaro è la stilista e costumista di Janet Fischietto.
L’ho conosciuta per caso nel 2011, quando, per caso, mi ha truccata per un servizio fotografico centrato sul femminile di fine Ottocento. La guardavo creare con poco, vestire un’idea, riportarci indietro nel tempo, offrirci qualcosa di prezioso. Come una piccola magia. Partendo dalla ricerca storica, Elena giunge al disegno del modello, poi al cartamodello e infine al costume, compreso di tutti i ricami. Poco dopo mi è venuta voglia di approfondire la sua ricerca, e ho scoperto il burlesque: raffinata sexitudine retrò, seduzione, leggerezza, spontaneità coraggiosa. Un codice estetico che si rivolge a un femminile capace di colpire attraverso la forza di un’eleganza autentica, naturale. E per divenire fedeli e aggiornate interpreti, è necessario intraprendere un percorso di costante ricerca con il corpo, oltre al corpo. Lo sa bene Janet Fischietto, artista internazionale di Burlesque. Da piccola ha sempre avuto un debole per i travestimenti. A otto anni non rinuncia a sfilare vestita da ballerina (che poi ballerina talentuosa lo era per davvero) anche con la febbre. Janet Fischietto i avvicina al burlesque anche grazie alla sua tesi di laurea, attraverso un’indagine sul mondo del vaudeville, dei dice show e dell’intrattenimento di inizio Novecento. Da bambina immaginava spesso di essere un gatto.

janet fischietto

Cosebelle: Burlesque, la seduzione giocosa che nasce da un’autenticità espressiva tutta speciale: quella dell’arte di fine de siècle. Suggestioni passate o nuovo linguaggio?
Janet Fischietto: Il burlesque da sempre è un mondo sconfinato d’ ispirazioni da raccontare attraverso tutti i linguaggi possibili delle arti performative. Quello che oggi si riporta in scena è inevitabilmente Neo Burlesque, ma per quanto mi riguarda la mia missione è di far rivivere quest’arte al mio pubblico nella maniera più’ autentica possibile.

Potenza al femminile oltre la seduzione: che cosa desideri comunicare sul palco?
Sul palco porto in scena i miei sogni e le mie visioni. Racconto di atmosfere lontane, di circhi dell’assurdo e donne dalle provenienze esotiche. Cosi come negli originali Side-Shows, le donne tatuate di Barnum & Bailey, erano introdotte dagli imbonitori come creature straordinarie.

Il burlesque ci insegna a spogliarci prima di tutto dei nostri complessi per riscoprirci nell’armonia del corpo, oggi (forse come ieri ?) mortificato nella morsa di canoni estetici innaturali. Come è possibile, cara Janet, trovare quest’armonia senza rinunciare alla vanità, al desiderio di sentirsi “belle”?
Concordo pienamente con te. La mia missione è creare mise en scène attraverso musiche, costumi e gestualità da diva del muto per raccontare ed esaltare la bellezza senza tempo della donna. Una donna capace, indipendente e creativa che in modo non convenzionale ti incanta e ti porta per un attimo in una realtà differente. Lo svelare è un gesto che fa parte in se dello show burlesque e lo vedo come uno strumento per raccontare.

Burlesque: emancipazione femminile da che cosa?
Il burlesque è un’arte che racconta di libertà per chi si esibisce e per chi ne fruisce. Non è uno strip dove si mette il proprio corpo (punto) a disposizione di sguardi affamati. In un’esibizione di burlesque si abbandona il tabù della nudità per lasciar spazio ad uno sguardo che non ha preconcetti, proprio per l’attitude espressiva e intenzionale della performer. La volgarità delle donne rispetto a quello che credono sia sexy per i più è per me il più grande errore e l’anti emancipazione. La consapevolezza è per me emancipazione generale, non solo si tocca il discorso dell’emancipazione femminile.

Se non fossi diventata un’artista internazionale di burlesque, cosa ti sarebbe piaciuto fare?
La storica dell’arte, la mia curiosità è insaziabile!

Un aneddoto d’infanzia di Janet Fischietto.
Ho da sempre avuto un debole per i travestimenti e per me l’appuntamento fisso era il carnevale. All’età di 8 anni ricordo di essere stata molto influenzata, febbre alta, ma questo non mi fermò. Avevo sognato di indossare quel costume da ballerina per mesi e di certo non una banale influenza mi avrebbe fermata. Ricordo da sempre di essere stata testarda e ben cosciente di quello che volevo fare. Decisamente un aspetto positivo del mio carattere. Povera la mia mamma…quanta pazienza ha avuto!

Tre celebrities al femminile che sono fonte di ispirazione.
Barbette acrobata queer degli anni ’20, Uuve Jansson trapezista straordinaria, l’attrice Clara Bow.

Il tuo piatto preferito.
Si dice che che i gusti cambino ogni 7 anni, beh da due posso dire Phanaeng Curry con Tofu.

Un pensiero, un consiglio.
Il mio motto tra vita e arte è “Live your life as the greatest Show ever!” Barnum sarebbe molto fiero di me!

Tre Cosebelle
La donna, la libertà di espressione e l’arte.

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Intervista a Janet Fischietto raccolta da Giulia Hans Stein.