Se ci trovassimo ad un simposio a tema Bullismo nella categoria enologica salirebbe in cattedra, senza alcun dubbio, il Gewurztraminer o Traminer Aromatico. Si presenterebbe con un look dandy, eclettico, capelli dorati fluenti, pelle abbronzata che ricorda lunghe giornate di nullafacenza caraibica, incedere fiero, allure elegante e un profumo afrodisiaco. I suoi occhi penetranti ipnotizzerebbero gli astanti, intensi, magnetici. Prima ancora di aver aperto bocca mieterebbe infinite vittime. Unico, diverso, estremamente sicuro di sé, quasi da incandescenza pelvica. Presa la parola incanterebbe le folle, palesandosi erudito ed ammaliante, carico di contenuto a dispetto dell’involucro estremamente appetibile. Il suo essere un bullo ha un’accezione positiva. Ben lungi dal desiderare sopraffare gli altri Gewurz utilizza il suo potere in maniera egoica. Non ha paura di mostrarsi diverso, sfoggia le proprie caratteristiche, evidenti, e non si cura del fatto che siano apprezzate o meno. Non tenta di omologarsi o di smussare gli spigoli per piacere a tutti e galleggiare nella mediocrità. Il giudizio degli altri gli scivola.

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Illustrazione di ELENA XAUSA

Nonostante l’apparenza nordica il nostro affascinante vino ha natali italiani, alto atesini precisamente, e un passato che affonda le radici fino al 1000 d.C. Il suo capostipite portava il nome di Tramin, uva storica e amante dei terreni sabbiosi e ricchi di argilla e limo, da cui la famiglia del nostro eroe si è leggermente distaccata dando alle proprie uve un tocco cromatico rosa e avvolgendo gli acini di un’aromaticità inconfondibile (da qui l’aggiunta della radice “gewurz”, spezia in tedesco, al nome dell’antico casato).
Usciti del simposio e calati in tavola il bullismo di Gewurztraminer è inconfondibile al bicchiere. Alla vista rifulge nel suo giallo dorato intenso, vivo, a volte oleoso nelle versioni barricate o invecchiate. Esplode nel naso con una cascata di profumi che vi faranno partire per un viaggio intercontinentale senza neppure aver fatto la valigia. Il suo aroma è davvero caratteristico e anche i neofiti di primissimo pelo non possono sbagliare con lui (è il jolly da giocare se vi fanno scegliere il vino e volete uscirne da intenditrici, le sorprese sono pressoché nulle in sua compagnia). Essendo figlio di un’uva aromatica, i profumi primari del grappolo si ripresentano in tutto il loro splendore e quale che sia stato il tocco dell’enologo li troverete lì ad aspettarvi (se non è spocchia questa!). Ananas, mango, maracuja, frutto della passione e litchi amabilmente intrecciati con note floreali di petali di rosa, glicine, menta piperita e note speziate di pepe, cannella, chiodi di garofano e panpepato. Potreste riconoscere anche mela, pesca, pera, cedro e frutta candita, ce n’è per tutti i gusti. Un bouquet che stordisce, vibrante ed invitante ma mai stucchevole. ‘E come una droga, un’essenza da inalare più e più volte prima di unirsi carnalmente a lui.

Illustrazione Alexandre Efimov

Illustrazione Alexandre Efimov

Se grazie al naso avete già raggiunto l’idillio il palato potrebbe catapultarvi in orbita. Come i suoi fratelli aromatici Gewurztraminer riporta in bocca gli aromi olfattivi invadendovi con la morbidezza, secca, mai dolce (la sensazione di dolcezza è data dal grado alcolico non contenuto e dalle caratteristiche aromatiche dell’uva), del suo mix tropicale. Il piacere è lungo e i sapori si mantengono vivi al palato per oltre 15 secondi. Grande freschezza e burrosa voluttà, crea davvero dipendenza (su di me ha l’effetto delle caramelle gommose, quando inizio non smetterei mai).
Al sorriso si presenta reattivo, con i suoi 13 gradi o più spinge il gaudio in vetta senza darvene preventiva notifica.
Questo bulletto va servito freddo, 10-12 gradi, e può essere amato in ogni circostanza, a tutto pasto, per uno spuntino, per cambiare colore ad un momento bigio o per un semplice aperitivo. A differenza di altri vini bianchi, inoltre, è un ottimo alleato per accompagnare le vostre gozzoviglie di cibi orientali, siano essi giapponesi, thailandesi, vietnamiti o indonesiani. Spavaldo spalleggia senza timore anche i cibi più ricchi e aggressivi come il foie gras, il tartufo e le preparazioni prepotenti a base di uova e burro.

Illustrazione Carlos Lerma

Illustrazione Carlos Lerma

Se non avete ancora un partner per affrontare le lunghe sere dell’estate che sta sbocciando, o se avete voglia di tradire il vostro compagno, cercate il dandy Gerwurz, momenti indimenticabili garantiti.
Buon divertimento e siate bullerime!

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