Con tante cose buone

Si chiama budino, ma non è quello a cui state pensando. È una specie di torta morbida che nasce, come spesso accade, per utilizzare gli albumi rimasti dando vita a qualcosa che non siano le classiche meringhe. E spesso quando devi recuperare gli albumi non è che la tua cucina ti riservi montagne di ingredienti prelibati, se hai gli albumi vuol dire che con i loro fratelli tuorli hai fatto qualcos’altro e probabilmente hai dato fondo alle scorte. Ma in cucina ci si ingegna. E allora un po’ di questo, un po’ di quello, pensi facciamocheglialbumitengonoinsiemeunpodirobabuona. Tanto male non può andare. Non è un caso infatti che in questo “budino” (non chiedetemi perché quella volta nel ricettario è stato trascritto così, chisseloricorda) ci siano un sacco di ingredienti che sono buoni anche da sgranocchiare così, da soli. Ma crepi l’avarizia, uniamoli tutti e facciamoci un dolce.

Ingredienti
180 g di albumi (circa 4 uova)
50 g zucchero a velo
50 g cioccolato fondente sminuzzato
50 g amaretti sbriciolati
50 g di savoiardi sbriciolati
2 cucchiai di nocciole tostate tritate
Sale
Scorza d’arancia

Preparazione

Accendete il forno a 170°. Cerco di scriverlo sempre all’inizio, più per me che per voi, perché è un attimo che io – folgorata da un’idea che non può aspettare -mi metta lì a impastare e spignattare per poi accorgermi che il forno è spento. Si beh non serve che diciate niente, grazie.

Ok ora che il forno è acceso, la ricetta. Facile facile.

Tritate cioccolato, amaretti, savoiardi e nocciole e metteteli tutti insieme in una ciotola capiente insieme alla scorza d’arancia grattugiata.

Ora montate gli albumi con un pizzico di sale e, quando saranno spumosi, aggiungete gradatamente lo zucchero a velo, continuando a montare.

Unite gli albumi a tutti gli altri ingredienti mescolando dal basso verso l’alto, versate il composto in una teglia o negli stampini monodose e infornate per 20-25 minuti.

E adesso vediamo se la somma degli ingredienti è meglio dei singoli, mangiati uno per volta