Rosso, bianco, nero.

Rosso, bianco e nero sono parole attestate già nella fase iniziale dell’evoluzione della maggior parte delle lingue e la combinazione di questi tre colori è molto frequente nell’arte popolare tradizionale, a tutte le latitudini.

Ciò è dovuto alle esperienze essenziali e fondamentali dell’essere umano e alla sua percezione del mondo. Il nero è per tutti simbolo della notte e dell’oscurità, il bianco si riferisce al giorno e alla luminosità e il colore rosso – per il quale l’occhio umano è particolarmente sensibile – indica pericolo o attrazione sessuale. <Wamp 2012, cit.>

© Moholy-Nagy, fotogramma

Questa combinazione cromatica o la scelta di uno tra questi tre colori è frequente nelle opere di molti importanti artisti ungheresi dell’era moderna: lo spettro dei colori di Moholy-Nagy, la Red Cube House di Farkas Molnàr ed in tempi più recenti, la grafica pubblicitaria di Lajos Kassàk e le realizzazioni di Mimm-textildesign.

© Farkas Molnàr, The Red House

Durante la Budapest Design Week 2012, il Wamp ha presentato a Budapest, presso il Dorottya Palace, la mostra dal titolo Colour Reinvented, mettendo sotto i riflettori le creazioni di 18 giovani designer ungheresi, già riconosciuti internazionalmente. Si tratta di oggetti tra i più progressisti ed innovativi del design contemporaneo ungherese: borse, lampade, piatti, tavoli, che hanno come filo conduttore per l’appunto, la scelta del bianco, del rosso e/o del nero.

© Colour Reinvented Exhibition, image 2012

© Colour Reinvented Exhibition, image 2012

© Colour Reinvented Exhibition, image 2012