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Swakopmund, Namibia. Cosa so della Namibia? Poco, pochissimo: ricordo un impolveratissimo Ewan McGregor in sella alla sua Bmw scendere dal Galles al Sud Africa attraversando un continente a cui non mi sono mai avvicinata, se non attraverso l’ammirazione delle foto di un’amica che ha immortalato tramonti dai colori che non sapevo nemmeno potessero esistere, animali visti solo nei film e tanto, tanto silenzio.

Ora, della Namibia so anche che dal 1600 c’è un luogo – Swakopmund – dove vengono prodotti i desert boots ancora prima che ci pensasse il Signor Clark. Primitivi, eppure sufficientemente curati da suscitare l’interesse di Opening Ceremony che ha creato una speciale capsule prodotta in questo Paese dell’Africa meridionale.

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I vellies, diminutivo di velskeon [fell-skoon], sono calzature davvero primitive: è come se le semplici ma ben più note Clarks fossero le discendenti sartoriali di questi oggetti  ideati da una piccola tribù sudafricana. Eppure, anche se così antiche queste calzature fanno davvero le scarpe alle parenti inglesi per colori, fantasie, accostamenti. Saranno anche saldamente ancorate alla tradizione africana del 1600 e prodotte con grossi limiti – nessun macchinario, suole da rifinire al coltello una ad una – ma danno l’impressione di essere totalmente fresche e nuove. In poche parole fashion forward.

C’è un’azienda, la Brother Vellies di NYC con a capo il Direttore Creativo Aurora James, che ha dato un nome a queste calzature e le distribuisce in tutto il mondo, e poche persone riescono ad immaginare cosa significhi per un’attività di soli 8 uomini che producono appena 20 paia di scarpe al giorno avere un tale aiuto per esportarle ben fuori dai confini africani. Prodotti con pelle di kudu (un’antilope primitiva) conciata al vegetale, i vellies dimostrano carattere anche perchè a differenza della suede ricavata da animali allevati, i kudu sono animali selvatici che portano sulla loro pelle molte cicatrici ed imperfezioni che testimoniano la naturalezza del pellame ricavato. Inoltre, la suede prodotta con pelle di kudu sembra invecchiare molto bene, regalando personalità e sfumature di colore che con il tempo rendono unico ogni paio di calzature.

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