i peluches cattivi di Patricia Waller.

Io ci rimango davvero di sasso, quando vedo qualcuno fare cose che a me sembrano impossibili, cose a cui io proprio non riesco nemmeno lontanamente ad avvicinarmi. Quindi più o meno sempre, visto che non so fare quasi niente: invidio chi ha il pollice verde, chi sa cucinare e correre veloce; chiunque sappia suonare uno strumento, poi, provoca in me un’incondizionata, immediata adorazione.

Quello che però mi fa veramente impazzire è chi sa lavorare all’uncinetto. L’uncinetto! Un’arte che sa di nonna, di antico, di casa, e in generale richiede pazienza e un sacco di concentrazione e tempo da dedicare, cose che in definitiva non credo potrò mai possedere.

E insomma, immaginate quali sentimenti di amore e di sorpresa ma anche un po’ di frustrazione possano aver provocato in me i pupazzi di Patricia Waller, che oltre ad essere adorabili e ben fatti sono anche belli cattivi, politicamente scorretti e disturbanti. i peluches di Patricia, infatti, raffigurano sangue, crudeltà, violenza e protesi, per non parlare dei temi forti dei Broken Heroes.

In un mondo in cui le celebrità – ma anche e soprattutto le persone normali – sono sommerse da scandali, droghe, problemi e casini vari, perché dovrebbero salvarsi dal disagio i vip per eccellenza, ovvero i cartoni animati e tutti quei personaggi che hanno popolato la nostra infanzia? Perché dovremmo supporre che le vite dei protagonisti delle fiabe siano nel quotidiano idilliache e spensierate?

Ecco allora comparire i pupazzi che hanno fatto una brutta fine, al confine tra comico e sadico, tenero e bastardo (più bastardo che tenero, in realtà): Miss Piggy diventa carne macinata, Titti finisce in brodo, Winnie Pooh impiccato, Ernie è alcolizzato ed Hello Kitty, per la gioia di molti, si trafigge con la spada.

I Broken Heroes potete vederli a Berlino, fino al 30 giugno, qui. Vietato ai peluches minori di 18 anni.