Made in Sarajevo (per questa volta).

Quella roba dell’universo che cospira, ragazzi, è tutto vero.
Ok, a volte cospira contro, tipo quando odi una cosa con tutto te stesso e poi te la ritrovi dappertutto. Vai in un posto spergiurando di non trovarci una persona? Anche se non la vedi da un secolo, sicuro come l’oro che proprio quel giorno, dopo due o tre minuti, la incontrerai. Hai appena chiuso l’ombrello dopo il diluvio universale, col sorriso a duecento denti per non esserti bagnata nemmeno un po’? Non fai in tempo a finire mentalmente la frase, che ecco quattro SUV di fila ti inzuppano dalla testa ai piedi alla fermata del tram. True story.

Altre volte, però, tutto sembra giocare a tuo favore. E quando ami qualcosa alla follia, ecco che improvvisamente la vedi spuntare ovunque. A me è successo così con Sarajevo.

Sono tornata dalla Bosnia nemmeno due settimane fa, per la seconda volta innamorata come mai dei suoi luoghi e delle persone che la abitano. E per tutto il tempo, dal mio ritorno ad oggi, non faccio che ritrovarla ovunque: incontrando per caso persone che ci sono state, leggendo inaspettatamente il suo nome negli articoli di giornale, incappando nelle ricette del caffè turco, e adesso persino nel blog di David Airey.

In uno dei post recenti, infatti, David parla del primo numero di Boat Magazine, una nuova rivista che sembra veramente bella. Di cosa parlerà mai? Ma di Sarajevo, naturalmente! Quelli di Boat Studio, infatti, hanno avuto la bella pensata di trasferirsi per un intero mese, due volte all’anno, in una città diversa, e di quella città raccontare la storia collaborando con artisti locali.

La scelta dei luoghi, ovviamente, non sarà mai casuale, ma dettata dall’interesse storico ed emotivo che anche Sarajevo, città troppo spesso trascurata ma carica di bellezze e storie interessanti da raccontare, di sicuro porta con sé. La rivista la potete ordinare qui, per soli dieci pounds. E sono sicura che, finché non avrò premuto quell’add to cart, quel link mi perseguiterà. Perché quando ami una cosa, l’universo cospira. True story.