“Sembra sangue ma non è, serve a darti l’allegria!”

Questo l’adagio perfetto-la citazione è per pochi, me ne rendo conto- per una personale ode a questo album del ’91. La sfida agli aromi comunemente intesi come “profumo” non è finita e se la scorsa volta abbiamo attraversato cucina e giardino, oggi passeremo per la camera da letto e… il bagno. Si, perché -diciamolo- il corpo piace. Il corpo ha i suoi odori, i suoi umori, le sue fragranze. Una doccia fatta di fretta, gli esami del sangue… Tra il quotidiano e il clinico prendono forma bouquet inediti e inauditi. L’apriporta dell’inaspettato è -strano- la Francia con i suoi Etat libre d’Orange. Stato libero come il naso dei suoi creatori e la mente dei comunicatori: si passa da Don’t get me wrong baby. I don’t swallow a Putain de Palace, Vierges et Toreros, culminando con Secretion Magnifique: il nostro protagonista.

Descrizione in pillole delle note (ufficiali): accordi iodati, adrenalina, accordi di sangue, latte, iris, cocco, sandalo e opoponax. Effetto sulla pelle: unbelieveble. Su alcuni è salino, cipriato…l’odore che ha la pelle appena salata dal mare, ingentilito dalla femminile rotondità di cocco e iris. Ok, questa è la versione più soft. Ebbene, l’ho spruzzato sulla mia pelle e dopo un attento confronto incrociato con nasi differenti potrei definirlo così: “ops, mi sono masturbato sotto la doccia e non mi sono lavato bene”. Secretion Magnifique è stelle e stalle, nel senso più letterale. (…)

Ecco, trascorso l’attimo di sconcerto arriviamo al secondo adagio:

“Se il sangue è il fiume della vita, BLOOD CONCEPT non è altro che la sua intima celebrazione” , parole di una profumeria sartoriale di spirito italico. Blood Concept di sanguigno possiede infatti il nome e lo spirito, le fragranze hanno uno sfondo olfattivo  metallico che dona loro una vivacità inconsueta. Quattro fragranze per altrettanti gruppi sanguigni: O, A, B e AB.

O è il più caldo, intenso carnale e primitivo; mi piace pensarlo un po’ fratello di B, legnoso e speziato. Diversa è la storia che racconta A, erbaceo e dolce come un mattino tra la primavera e l’estate, un Maggio inoltrato. Non lontano troviamo il quarto elemento, che i suoi creatori definiscono “sintetico e individualista”: AB ricorda il metallo, la pietra, l’alluminio… La sua è una raffinatezza spregiudicata, elevata dall’apparente contrasto tra l’aroma che sprigiona e il calore del concept corporeo. Astratti e concettuali, chimici ed estremamente distanti dalla concezione massiva di cosa sia una eau de parfume. Superata il lato snob dell’innovazione profumiera chiudo la mia ovazione all’album dei RedHotChiliPeppers con una versione più tradizionale: il peperoncino.

Une delle migliori performance è il rassicurante accordo con cacao, vaniglia, chiodi di garofano e semi di papavero che propone l’Artisan Parfumeur in Piment Brulant, che chiude il viaggio olfattivo con un accenno di ambra e muschio.

Che dite, vi ho rassicurati, no?