Di Darren Aronofsky.

È stato il film-rivelazione dell’inizio di questo 2011, ora, in occasione della sua uscita in dvd, che prelude al piacere di gestire la scena del bacio-lesbo Portman-Kunis a vostro piacimento, noi, che sguazziamo come paperelle nel torbido, ve lo riproponiamo.

Darren Aronofsky ci piace. Ha fatto un film devastante e splendido (Requiem for a Dream aka quando Jared Leto non era un teen idol), poi un film orribile, pretenzioso e buonista (The Fountain, con la moglie, ovvero la vita è bella nonostante la morte, non inneggio affatto al suicidio e all’eroina) e poi di nuovo un film struggente e crudo (The Wrestler, separato dalla moglie, la vita fa schifo, è una città di provincia che non fa che prenderti a cazzotti). Le discese ardite e le risalite. L’arte si nutre del dolore degli artisti e dei loro divorzi, questo si sa. Non è pervenuto lo stato civile dell’artista al momento in cui ha partorito l’idea de Il Cigno Nero, ma una cosa è certa, è stato di notte, e pioveva.

La storia non è di certo tra le più originali. Avete visto Scarpette rosse? Ecco, è quella. Solo che il balletto è qui il Lago dei Cigni. Per il resto, cliché: la danza è una disciplina terribile, ti si deformano i piedi, mangi un pinolo in tutta la giornata, se ti si spacca un mignolo hai finito di lavorare, a ventidue anni sei vecchia, devi stare attenta alle colleghe gnocche che ti trombano il coreografo e ti fregano la parte da prima ballerina, quella in cui alla fine muori sul palco con una grazia indicibile completamente pazza e con gli occhi iniettati di sangue.

Bla bla bla.

Ma per fortuna il cinema non è solo le sue storie. Ci sono storie bellissime che sullo schermo non valgono niente e storie banalissime che in mano a un bravo regista diventano capolavori. Aronofsky è un bravo regista. Si vede almeno in due punti. Primo: cara Natalie Portman, dopo questo film, nemmeno se tu passassi il resto della tua vita a convincermi che NON sei una psicopatica, io smetterei di essere terrorizzata da te. D’altronde ho visto Qualcosa è cambiato con Jack Nicholson, ma dopo Shining, caro Jack, non mi freghi, lo so che tieni l’ascia sotto il letto.

Secondo: l’uso della cinepresa. Quella telecamera, usata in quel modo, ha un’anima e anche lei ha bisogno di un bravo psichiatra. Ho avuto la nausea, i brividi, caldo, freddo, attacchi epilettici, panico, terrore, a seconda delle inquadrature. E poi ho dovuto controllare allo specchio che la me stessa allo specchio si girasse anche lei invece che restare a guardare la mia nuca, per circa un mese dopo la visione del film. Fortunatamente si girava. Forse è riuscita a fregarmi, un paio di volte. E poi io, acerrima nemica delle pellicine delle unghie, non le ho più toccate, per un bel po’ di tempo. Quindi grazie di cuore Darren.

Inoltre per qualche strano incantesimo, a noi tutti i film morbosi sulla danza fanno venire voglia di ballare. Ma è bene ricordare che:

– le madri delle ballerine sono a loro volta ex-ballerine che si sono fratturate il mignolo e quindi vi odiano, sbucano dagli angoli più bui della casa e vi tappezzano la camera di (vostri) ritratti inquietanti (credo che questo valga anche per le mamme delle miss);

– è consigliato preferire balletti in cui alla fine l’eroina non muore, perché se muore, state pur certe che vi toccherà morire davvero;

– se avete una sostituta gnocca e voi siete delle miss perfettine, la ballerina gnocca non varrà un decimo di voi, ma credetemi, avrà la parte (questa è una bella regola anche nella vita, se avete un’amica più sexy di voi, non cercate di assomigliarle, bensì, uccidetela). Se poi la vostra co-protagonista è Mila Kunis, smettetela di sorridere nelle foto con lei, è evidente che la odiate anche nella realtà.

– se non siete naturalmente sexy, non provate mai a diventarlo, vi renderete ridicole e comunque Vincent Cassel non preferirà voi a Monicà;

– piuttosto puntate al coreografo del film (se non è gay) vi metterà incinte e vi sposerà, permettendovi di essere l’unica donna grassa ammessa alla notte degli Oscar. Alla faccia tua, Mila Kunis.

– se iniziano a spuntarvi delle piume sulle spalle (e non avete addosso un costume di Rodarte), è arrivato il momento di farvi una bella tac al cervello o, almeno, di consultare un buon dermatologo;

Mi dispiace ma per il resto il film non lo posso giudicare, avevo una mano davanti agli occhi che mi impediva una visione corretta.

Ah, e non dimenticate, la danza classica fa impazzire.