Quante volte ci è capitato, in questi anni di ricerca di cosebelle, di incontrare e ascoltare persone davvero appassionate del proprio lavoro e consapevoli dell’attività di cui si occupano? A volte, certamente, è avvenuto. In questi casi, ovvero quando intervistando qualcuno si riesce davvero a raccogliere un’opinione forte, succede che l’eco di quel pensiero continui a farse sentire, anche a distanza di tempo. Con Simone Barbieri, “contadino e libero pensatore“, come si definisce sul sito della sua azienda, ci siamo visti un mattino di giugno, a Firenze: a due passi da noi stava inziando il carosello di moda e mondanità di Pitti Immagine Uomo. Con il suo spingerci a riflettere sull’iter di vita di quanto -giorno dopo giorno-  inseriamo nel nostro corpo, passando dall’alimentazione all’evoluzione (e talvolta, involuzione) della produzione agricola, siamo entrate in un mondo popolato di fatica, conoscenza e rispetto per la natura, regolato dal concetto cardine di stagionalità.

Mi piacerebbe restituirvi il sapore degli ortaggi di cui Simone, dopo la nostra chiacchierata, ci ha fatto dono, ma credo che proprio che, come avviene per i viaggi, ci siano esperienze meritevoli di essere provate direttamente: assaggiare il frutto del lavoro di Simone è tra queste.

Simone Barbieri e i suoi prodotti Bio a modo Mio nella sua Azienda Agricola all'Antella, Bagno a Ripoli (Firenze)  ©inol3 design agency

Simone Barbieri fotografato nella sua azienda agricola, a Bagno a Ripoli (Firenze). Bio a modo Mio è il servizio di consegna a domicilio frutta e verdura a km0 e di stagione a Firenze e dintorni messo a punto da Simone: noi abbiamo avuto il piacere di provarlo! ©inol3 design agency

BIO A MODO BIO_ INTERVISTA A SIMONE BARBIERI_COSEBELLEMAGAZINE_00

©inol3 design agency

Cosebelle Mag: Ciao Simone, come nasce “Bio a modo Mio”? 
Simone Barbieri: Ho iniziato lavorando nell’azienda della Facoltà di Agraria. Poi ho iniziato a fare il giardiniere. Nel 2004, ho acquistato un terreno, poi un altro e piano piano ho messo in piedi la mia azienda, a Bagno a Ripoli (Firenze). Al momento siamo in tre a lavorare, dividendoci tra l’ettaro coltivato ad ortaggi e sei ettari di uliveti: produciamo olio extra vergine di oliva e ortaggi e l’obiettivo è estendere la produzione anche alla frutta, ma si tratta di un investimento a lungo termine sul quale stiamo ancora ragionando.

BIO A MODO BIO_ INTERVISTA A SIMONE BARBIERI_COSEBELLEMAGAZINE_09

©inol3 design agency

BIO A MODO BIO_ INTERVISTA A SIMONE BARBIERI_COSEBELLEMAGAZINE_16

©inol3 design agency

CB: Come nasce l’idea di raggiungere direttamente i clienti, attraverso la consegna a domicilio di cassette con prodotti stagionali? Come mai hai scelto questo anzichè altri canali di distruzione?
SB: Inizierò dicendo che produrre per altri vuol dire non guadagnare molto, circostanza legata al mancato pieno riconoscimento della nostra professionalità. In questo momento c’è poi, attorno al cosiddetto “biologico“, alla “filiera corta” molta confusione, talmente tanta che è difficile capire chi davvero produca in questo modo o cosa significhi farlo. Chi, come me, ha la volontà di dare vita ad un progetto serio e condivisibile, differenziarsi, anche attraverso una struttura appetibile e credibile, è essenziale. Vorrei invitarvi a ragionare su un concetto, quello di “filiera corta“. Chi la fa sul serio? Qualcuno la immagina come una modalità per abbassare i prezzi, ma non è così! Si tratta piuttosto di un sistema che permette di avere un prodotto alimentare sano, venduto ad un pezzo congruo, che consenta a chi lo fa di reinvestire in azienda. Va pagato il giusto! E se qualcosa deve restare dopo questa, così chiacchierata, “crisi economica“, beh, mi auguro sia la consapevolezza, per fortuna sempre più diffusa tra le persone, di voler scegliere cosa mangiano, cosa indossano… Dobbiamo essere consapevoli di questi aspetti, non secondari delle nostre vite!

CB: Cosa intendi con “Bio a modo Mio”?
SB: Partiamo dalla definizione di “biologico“, ovvero bio-logos, letteralmente “ragionamento sulla vita“, traducendolo dal greco. Questa espressione è oggi interpretata come fosse la panacea di tutti i mali. Cosa c’è di biologico in quanto troviamo sui banchi dei nostri supermercati? Facciamo un esempio: quando troviamo esposto a Firenze, come bio, un radicchio che proviene da Verona, chiediamoci se lo è davvero, dopo aver viaggiato per circa trecento chilometri! Ecco che allora, lavorare sulla produzione locale e sulla stagionalità, come facciamo noi, vuol dire anche fare cultura dell’alimentazione: la disponibilità indistinta di tutti gli ortaggi, in tutte le stagioni, ha progressivamente fatto perdere coscienza riguardo a cosa si produca in un certo periodo dell’anno. Quanti conoscono veramente cosa si è tipico, ad esempio, dell’estate? In termini più estesi, poi, il vero problema è la monopolizzazione delle sementi, tutto il resto è secondario. Va trovato un “compromesso” tra quanto è stato fatto fin qui, tra il modo attuale di produrre e quanto l’agricoltura potrà ancora essere in grado di fare.

BIO A MODO BIO_ INTERVISTA A SIMONE BARBIERI_COSEBELLEMAGAZINE_10

©inol3 design agency

CB: Alla luce di quello che ci stai raccontando, quali suggerimenti alimentari sui prodotti stagionali potresti dare a chi ci legge?
SB: Chiaramente, dipende dal luogo di cui parliamo: la varietà italiana è talmente ampia che si può parlare di stagionalità toscana, umbra, veneta, etc. Avremo alcune costanti, ma anche dei prodotti diversi, luogo per luogo. Se parliamo della Toscana, in estate cresce di tutto, pomodori, cetrioli, insalate e anche questi fagioli, i fagioli serpente: li avete mai visti?! Questi dovete cuocerli con un bel soffritto, mi raccomando, signore!! E non dimentichiamo le melanzane! Voi, ad esempio, sapete da dove vengono? Non sono certo originarie dell’Italia, ma arrivano dall’India e tramite gli Arabi sono giunte a noi. E non è un caso isolato: se pensiamo al nostro passato, il consumo di ortaggi e legumi è stato a lungo limitato. Non a caso le patologie legate alla malnutrizione oppure all’eccessivo consumo di carne erano piuttosto comuni.

instagram

CB: Ci hai aperto gli occhi su una realtà che conoscevamo in misura ridotta. Ti andrebbe di salutarci con un paio di consigli “in pillole”?
SB: Innanzitutto ricordatevi che l’energia vitale, di cui tanto parla l’Expo, può derivare solo da qualcosa colto e mangiato in giornata, ovvero dai prodotti davvero di stagione! E poi, datemi retta, non è vero che non si può andare a fare la spesa giorno, dopo giorno, scegliendo prodotti buoni, freschi, sani!

BIO A MODO BIO_ INTERVISTA A SIMONE BARBIERI_COSEBELLEMAGAZINE_02

Gli uliveti dell’ Azienda Agricola all’Antella, Bagno a Ripoli (Firenze) ©inol3 design agency

__
BIO A MODO MIO è il servizio di consegna a domicilio di verdura a km0 e di stagione, a Firenze. Info anche su Facebook | Google Plus | Ricette seconda stagione e consigli anti-spreco sono disponibili sul blog.

[Intervista raccolta con Giada Zampieri]