Sempre più spesso mi trovo di fronte a stereotipi femminili molto giovani, quasi a voler indicare ogni volta che per noi donne “invecchiare” vuol dire uscire dai giochi. Sottovalutate in tutti gli ambiti lavorativi, affettivi, sembra non esserci reale competizione (dicono) con le donne “fresche”, poco più che ventenni con ancora “tutta una vita davanti”. Mi ha sempre reso un po’ triste questa cosa, come se avessimo la data di scadenza, come se passati i trenta e non avendo ancora realizzato il sogno della vita, ambizioni nascoste, amori agognati, per noi, dopo i 35 non c’è più scampo. O sei arrivata, o hai detto o fatto, oppure da qui in poi è solo una brutta discesa. Meno male che quest’anno ci pensa la Biennale Teatro di Venezia.

Ci si dimentica sempre che i dettami della società sono appunto architetture precostituite per il “vivere standardizzato” con cui potersi ogni giorno paragonare, e avvilirsi o meno, a seconda di quanto risultiamo “idonei”. Ad ogni modo, dove volevo arrivare…ah sì, ecco. A mio avviso, niente è più sbagliato e per fortuna siamo una buona percentuale che la pensa diversamente. Sono stata piacevolmente colpita, infatti, dalla scelta artistica del nuovo direttore della Biennale Teatro, Antonio Latella, che ha deciso di puntare su una programmazione un po’ fuori dagli schemi. Protagoniste: le donne, donne over 40, con un passato da raccontare, con un percorso performativo, di crescita, professionale e personale da condividere col pubblico.

biennale teatro venezia latella

L’obiettivo di Latella è presto detto: “concepire un festival piccolo, particolare, denso. Anche perché  le artiste presenti non sono poi tante, ma ciascuna porta una piccola rassegna di 3, 4 titoli. Questo permette di analizzare l’evoluzione di una ricerca personale ed artistica estesa su più lavori per individuarne le novità, attivando così una sorta di trasmissione, di eredità attiva.

Sempre proiettati verso il nuovo, credo sia importante e necessario soffermarsi sul bagaglio, l’eredità, appunto, e credo che questa Biennale Teatro sarà davvero unica sotto questo punto di vista.

Ecco un po’ di nomi e date delle donne protagoniste di questa Biennale Teatro

Ene-Liis Semper 26-27 luglio nota video-artista e performer, al festival presenta due spettacoli “Filth” (26 luglio, Teatro alle Tese) e “El Dorado, the Clowns’ Raid of Destruction” (27 luglio, Tese dei Soppalchi).

Nathalie Beasse 28-31 luglio è protagonista di una mini rassegna di quattro spettacoli: “Le bruit des arbres qui tombent” (28 luglio, Teatro Piccolo Arsenale), “Tout semblait immobile” (30 luglio, Teatro alle Tese), “Roses” (29 luglio, Tese dei Soppalchi), “Happy Child” (31 luglio, Teatro Piccolo Arsenale).

Maria Grazia Cipriani 2-3 agosto porterà in scena una trilogia che copre un arco di trent’anni e prevede lo spettacolo-manifesto “Biancaneve” (1 agosto, Tese dei Soppalchi), poi Pinocchio (1 agosto, Teatro alle Tese) e infine “Le mille e una notte” (2 e 3 agosto, Teatro Piccolo Arsenale).

Livia Ferracchiati 2 agosto presenta: “Todi is a small town in the center of Italy” (Tese dei Soppalchi)

Anna Sophie Mahler 4-5 agosto presenta: “Tristan oder Isolde” (4 agosto, Teatro alle Tese) e “Alla fine del mare” (5 agosto, Teatro Piccolo Arsenale), basato sul film di Fellini “E la nave va”.

Suzan Boogaerdt & Bianca Van Der Schoot 5-8 agosto lavorano su cosiddetti Visual Statements, (performance su società dello spettacolo) e al ruolo dell’immagine nella cultura contemporanea. A questa serie appartengono anche i due lavori “Bimbo” (5 e 6 agosto, Teatro alle Tese) e “Hideous Wo(men)” (8 agosto, Teatro alle Tese).

Claudia Bauer 7-9 agosto presenta “Und Dann” (7 agosto, Tese dei Soppalchi), dal testo di Wolfram Höll e “Der Menchen Feind” (9 agosto, Teatro Piccolo Arsenale), riscrittura del Misantropo di Mòliere.

Non so voi, io non vedo l’ora di vedere tutti questi lavori, avete preso nota? Ci vediamo a Venezia!