La notte

Fogli macchiati di evidenziatore e lacrime, per un esame che lotta contro i miei vorrei,
e cerca di soffocarli; senza riuscirci, nemmeno per un istante.

Studio, ci provo, ma i pensieri sono più veloci.

Penso alla poesia di un mazzolino di lavanda e spighe di grano.

Penso alle nostra piantine, che si sono adattate alla loro nuova casa, più forti di prima.
E vorrei essere come loro.

Penso a una veranda, che tu ameresti da morire, e che è diventata il mio angolo di paradiso.

Penso al mio ometto che compie due anni,
che con una moto di plastica e un ciuffo d’erba in mano riesce a essere la persona più felice al mondo,
e vorrei scoprire l’arcano per cui per lui tutto possa rimanere sempre così, intatto.

Penso ai miei angeli in carne ed ossa,
che senza bisogno di chiamarli arrivano sempre quando ho bisogno di loro, come se lo sapessero.

Penso alle cose che non abbiamo fatto.
E penso che ventiquattro anni sono troppi per non essere mai stata a San Marino.

Penso alle telefonate che non ti aspetti.
Quelle per cui il cuore diventa caldo, le ossa si sciolgono,
e non riesci neanche più a mettere due parole in fila.

Penso a Lady G., la penso intensamente.
Penso al suo abbraccio che mi ha stretto più forte quando ne avevo più bisogno.
Penso alla prima volta in cui l’ho incontrata e a te che mi hai detto “lei è una forza della natura”,
e tiro un sospiro di sollievo.

Penso che vorrei saper disegnare, o dipingere,
perché certe emozioni sono troppo grandi e dentro le parole non ci stanno.
Perché le parole sono microbi in confronto, sono soggette a troppe regole…
I confini e i colori dei disegni, invece, li sfumi un po’ come vuoi.

Poi all’improvviso una lucciola si posa sulla mia finestra e resta lì,
immobile e luminosa nella sua intermittenza.
Cerco di non farci caso, ma dopo due minuti è ancora lì,
e sono anni che io non vedo una lucciola così da vicino.
Voglio vederla meglio, capire com è fatta, dove sono gli occhi, dove la luce.

Le vado incontro, ma in un attimo mi manca il respiro, e gli occhi si riempiono di lacrime…

Io mi ostinavo a cercarti tra le stelle, senza sapere che invece eri molto più vicino.

[La vita può allontanarci, l’amore poi continuerà]

Copertina di Giada Fiorindi

Illustrazione di Elisa Attilia Casarini