Piccoli Dettagli

Ci sono strade che percorri per anni senza fare caso ad alcun dettaglio.

Quando tutta l’attenzione è focalizzata sulla meta e l’importante è solo raggiungerla, il prima possibile; quando sei sempre in ritardo; quando la tua vita è piena, pienissima, ma tu non te ne rendi conto. La meta poi cambia residenza, inizia a volare, lasciandoti lì tramortita e confusa sul da farsi. Ma tu quella strada non la abbandoni perché a pensarci bene sono passati otto anni, quella strada è diventata la tua vita, e la vita è una sola.

Così come l’Amore. Con la sola differenza che la vita finisce, l’Amore no.

Questo è il momento delle piccole cose, che non possono colmare il vuoto, ma dare un po’ di senso in più alle giornate.

E’ il momento di guardare il cielo, qui dove è più vero e più blu, e  guardandolo sognare un tuo abbraccio sembra meno impossibile.

E’ il momento di guardare i campi, così verdi che potrebbero spaccare il cuore per tanta bellezza, e desiderare di avere il tempo di sedersi a gambe incrociate ad intrecciare le spighe e fare braccialetti con le margherite, come ai tempi dell’oratorio.

E’ il momento di fare, per la prima volta, qualcosa di importante senza di te e di cercarti per tutto il giorno in ogni angolo e in ogni sguardo, perché è impossibile che tu non ci sia.

E’ il momento di dormire senza orari, ma con una candela sempre accesa sul comodino, perché adesso il buio fa un po’ più paura, e se tu per caso guardi in giù e hai voglia di rimboccarmi le coperte sai dove trovarmi.

E’ il momento di accorgersi che, proprio lì dove hai parcheggiato la macchina per anni, cresce una rosa gialla e tu non l’avevi mai notata. Si arrampica sul muro di pietre di una casa abbandonata, senza che nessuno se ne curi, forte come forse nessuno, forte come forse solo l’Amore.

E’ il momento di rallentare, perché quattro gambe vanno più veloci di due, e correre non serve più a niente.

E’ il momento di conoscersi, di riconoscersi e di perdonarsi, perché adesso è chiaro quali siano le cose importanti.

E’ il momento di staccare la spina della razionalità e tenere aperti solo gli occhi dell’amore. Che, in un paese che è senz’altro il paradiso dei viventi, ti fanno affezionare anche a un bar senza nome, che intanto non c’è bisogno di chiamarlo in qualche modo. Vai lì e sai che in un modo o nell’altro sei a casa, e se te ne dimentichi guardi un attimo quella foto che c’è lì di fianco alla cassa, tra le caramelle e il dolcificante.

Prendi un thè verde, e ci fai scivolare dentro una lacrima.

Così si raffredda un po’.

[L’amore è solo piccoli dettagli, è terra ferma in questo oceano mare. E ci si ferma il tempo di un saluto che già si deve andare.]

Ilustrazione di Giada Fiorindi

Foto #1 di Zelda Was a Writer