Dopo un anno che ti rivoluziona la vita sbattendoti senza ancore in luoghi che non conosci, da quello nuovo non sai cosa aspettarti. L’unico impulso sarebbe quello di trovare un riparo, ma rimanere al riparo diventa spesso un’impresa impossibile e, pensandoci un po’, la mia alternativa migliore per affrontare questo 2013 sta nel ridurre tutto all’osso delle cose che contano.

Che sia un anno di presenze inaspettate e di piccoli sorrisi, di spigoli smussati e di premure. Di persone capaci di riempire le stanze di calore, con una tazza di caffè caldo tra le mani intorno al tavolo della domenica pomeriggio. Di legami impossibili da definire, ma proprio per questo ancora più forti; un anno di persone che fanno la differenza. Da sempre, da ieri, da domani.