San Nicola arriva quando il meteo ha già previsto un paio di nevicate, ma di neve non c’è ancora l’ombra; quando l’aria del mattino profuma di montagna, e quella della sera di vin chaud; quando i buoni propositi di portarsi avanti con i regali di Natale non sono ancora stati messi in pratica, ed è ormai quasi troppo tardi; quando la tradizione vorrebbe che gli abeti non fossero ancora addobbati, ma le luci sono già accese dappertutto, tanto che da qui a Natale qualcuna farà anche in tempo a bruciarsi. Io vorrei che fossero tutte rigorosamente bianche, e penso con un sorriso a quando –ormai un po’ di anni fa- Natale per me non era Natale senza un filo di luci intermittenti di vari colori sull’albero di Natale, con tanto di telecomando per cambiarne il ritmo e la colonna sonora.

Dorsey Christmas tree, 1922

Col passare del tempo i miei gusti sono diventati, per così dire, più semplici e non solo in fatto di addobbi natalizi: sono sicura che alle scuole elementari qualcuno mi abbia raccontato la storia di San Nicola, ma sono altrettanto sicura di non ricordarmene – probabilmente è stata offuscata nella mia memoria da quella più popolare, ed ingombrante, di Babbo Natale. Quest anno di Babbo Natale in giro non ne ho ancora visti, in compenso ho fatto la conoscenza di Sinterklaas, per noi San Nicola, che nel nord Europa è una vera istituzione.

Qualche settimana prima del 6 dicembre le famiglie si riuniscono ed estraggono a sorte chi deve fare un regalo a chi: ognuno alla fine deve occuparsi di un regalo, ma se questo sembra semplificare le cose rispetto al dover fare una lista infinita di tutti i regali a cui pensare, in realtà non è così. Il regalo infatti, deve essere accompagnato da una poesia appositamente scritta per il destinatario, solitamente in tono ironico, e deve essere “camuffato” in un altro regalo fatto a mano pensato su misura per persona che lo scarterà, in base ai suoi gusti, alle sue passioni e alle sue abitudini. Siccome questo punto non mi risultava molto chiaro mi hanno fatto l’esempio di un calciatore, che riceverebbe il suo regalo “vero” nascosto in un pallone di carta, appositamente confezionato per l’occasione.
La tradizione nordeuropea vuole che Sinterklaas approdi nei porti delle varie città intorno alla terza settimana di novembre, arrivando in piroscafo dalla Spagna accompagnato da Zwarte Piet (Pietro il Moro), suo braccio destro che distribuisce i regali nei comignoli, e da molti altri aiutanti che si occupano di distribuire dolci e caramelle.

San Nicola era vescovo di Mira, e questo suo ruolo si può dedurre facilmente dall’abbigliamento che indossa: una mitra rossa con applicata una croce dorata e un bastone pastorale; le renne di Babbo Natale, che proprio da San Nicola ha origine, sono sostituite da un cavallo bianco volante.

Anche in Italia alcuni paesi celebrano ancora la ricorrenza di San Nicola, e sono in genere quelli in cui poi a gennaio non passerà la Befana.
Nel borgo umbro di Bevagna, a portare i doni ai bambini inizia San Niccolò la notte del 6 Dicembre: al risveglio oltre ai doni i più piccoli trovano dei tipici quali i “panicocoli” e le “pastarelle di San Nicolò”. A Molfetta, in provincia di Bari, San Nicola è vissuto come una ”rielaborazione nostrana del Natale”: i bambini preparano un regalino per San Nicola, biscotti, promesse, disegni e una letterina con le loro richieste; lui poi, la notte tra il 5 e il 6 dicembre scende dalla canna fumaria per portare loro giocattoli e dolci o, in alternativa, carbone. In tutta la Puglia, poi, si tramanda di padre in figlio una filastrocca dedicata a San Nicola, che i bambini imparano sin da piccoli e che riassume un po’ tutta la storia!

Sanda Nəcole vè pə mərə
vèəstèute da marənérə
vé cu lébbrə e cu bastonə
cu nu sàcchə də càusə bonə!
‘Mènammənə a nu criatéurə
vé pu monnə, senza paghéurə.
Jà nu vecchiə Munzəgnorə
vé də nottə a nəscun’orə,
chèsa chèeə e céttə céttə
méttə dòlgə e cumbèttə,
mèttə fejch’ e pəstàzzə
jend’o sàcchə, senza tràzzə!
A lə trèstə e malaggèndə
na lə chèurə e na lə sènd;
ma cə ‘mbèttə so lə uagnèunə…
scòrzə, cènər’ e carəvəun!

[San Nicola va per mare, và vestito da marinaio, và con un libro e un bastone, con un sacco di cose buone! Mano nella mano a un bambino, gira il mondo senza paura. È un vecchio Monsignore và di notte ad ogni ora casa per casa, zitto zitto lascia dolci e confetti lascia fichi e pistacchi nella scarpa pulita! I cattivi, i malvagi non li cura, né li ascolta; ma se capricciosi sono i bambini… bucce, cenere e carboni!]

Cover: Giada Fiorindi
Photo Credits: BlubabaluTurning Pages
Fonti: Alessia RagnoIlaria Ferrario, Valentina Silvestrini