Autunno

Bang. Hai freddo? Cosa facciamo stasera? Mi vuoi bene? Vino bianco o rosso? Noi portiamo la torta di mele. Domani andiamo al mare. Mare d’autunno. Felpa. Maglione. Straordinaria normalità. Quando ci vediamo? Mi manchi. A che ora torni? Ho voglia di vederti. Tazzine a righe. La sveglia suona. Ancora. Mi manchi. La macchina è accesa. Caffè bollente. E’ tardi. Mi abbracci?

Buongiorno amore. Finalmente è sabato. Mi manchi. Posti in piedi in paradiso. Doccia bollente. E’ giá buio? Numero ventiquattro. Stai con me. Oggi niente impegni. Ti accompagno io. Pigiama. Spegni la tv? D’ora in poi ci veniamo tutti i mesi. Fossetta sul mento, e mi trema il cuore. Tra novantuno giorni é Natale. Mi manchi. Nebbia. Non vedo l’ora che sia di nuovo venerdì. Ti voglio bene.

Sette volte sette. Nuvole. Coperta. Divano. Tisana. Pigrizia. Sai che Ale ha iniziato la scuola? Ci pensi? Sembra ieri. Mi manchi. Tra quanti giorni possiamo accendere il camino? Facciamo la lista dei film da vedere? Mani fredde, ma sono felice. Mi aiuti a stendere le lenzuola? Non vedo l’ora di portartici. Ti ricordi? Mi fai ridere. Stai con me.

Stai con me. Mattoncino dopo mattoncino. Da qui a per sempre. Stai con me.

Se hai bisogno chiamami.
Anche di notte.
Essere felici.
Anche in pubblico.
Non può essere già mattina, io ho ancora sonno.
Non può essere vero, io ti amo.

Bentornato autunno, eri il mio preferito ma non so se riuscirai ad essere ancora bello.

[Rinchiudersi in casa a guardare un libro, una foto, un giornale,
e ignorando quel rodere sordo che cambia io faccio e lo fa diventare io ricordo
]

Illustrazione di Giada Fiorindi