Un tempo fu Madame Rose Repetto, fondatrice dell’omonima leggendaria azienda di ballerine, che per amore del figlio – il danzatore e coreografo Roland Petite – , ideò e fece realizzare scarpette da danza più comode e raffinate. Oggi un’altra donna e mamma, per amore della sua famiglia, ha abbandonato una brillante e sicura carriera e sulle sponde del Lago di Como ha iniziato a produrre ballerine bellissime, diventate nuovo simbolo dell’eccellenza artigianale italiana in brevissimo tempo. Se non ne potete più di chi si lamenta a suon di “vorrei ma non posso” e sentite il bisogno di storie trainate da coraggio, passione ed entusiasmo, non vi resta che leggere l’intervista a Maria Moltrasio, fondatrice del brand di scarpe Mia Moltrasio.

Modello in tessuto jacquard – Collezione Mia Moltrasio Primavera 2017

A tu per tu con Maria Moltrasio, founder di Mia Moltrasio

Ciao Maria! Come sei arrivata, dopo anni di carriera in multinazionali italiane ed estere, estranee al settore calzaturiero, al lancio di un brand di scarpe?
Il momento di rottura è avvenuto quando ho preso consapevolezza che quel tipo di lavoro era ormai diventato incompatibile con la mia vita privata. Una volta maturata la decisione di lasciare il lavoro, la voglia di provare a costruire qualcosa da soli ha vinto su qualunque altra possibile scelta.

Come mai hai deciso di partire proprio dalle ballerine?
Si tratta di  un prodotto che da consumatrice conoscevo bene. Indossandone molte e da molto tempo – l’altezza mi ha reso una consumatrice fedele – mi sono spesso trovata a pensare al dettaglio che avrei fatto in maniera diversa: il tacco molto basso, la suola a scomparsa, la scollatura ampia, il laccetto, il glitter, il velluto, la seta. Da qui, il lancio di un marchio di scarpe.

“L’idea era quella di creare ballerine che potessero essere indossate anche d’inverno.” – Ci racconta ancora Maria –  Ecco che uno dei primissimi modelli proposti, ancora cavallo di battaglia del brand: si tratta del Round Toe Silky Velvet, realizzato in velluto comasco corredato da raffinate mini calze prodotte in Italia da Alto Milano

Insieme a tua sorella Cristina – anche lei professionista e mamma – seguite il prodotto dall’ideazione alla distribuzione: come avete imparato il nuovo mestiere? È stato necessario frequentare dei corsi specifici?
Lo stiamo imparando sul campo, learning by doing come dicono gli inglesi. Si impara in fretta, si sbaglia molto e si ricordano gli errori. I corsi specifici credo siano utilissimi, ma al momento sarebbe difficile seguirli e gestire Mia Moltrasio allo stesso tempo.

Collezione Mia Moltrasio, dettaglio

“Un prodotto fatto a mano in Italia, con un’anima italiana e un gusto che sa di questo Paese non poteva che avere un nome che lo ricordasse e
che ci ricordasse.”

Nessuna cucitura a vista, suola a scomparsa, scollatura ampia, seta comasca e la mini calza inclusa nel packaging prodotta in esclusiva da Alto Milano: la differenza del vostro prodotto la fanno i dettagli, il Made in Italy e il forte legame con il territorio da cui provenite. Quanto è importante questo per Mia Moltrasio?
Tutto quello che hai elencato è fondamentale: la cura del dettaglio, l’artigianato italiano, la ricerca dei materiali, i tessuti in seta di Como. L’altro aspetto su cui ci impegniamo molto è la relazione con i nostri clienti. Anche se il nostro marchio lavora principalmente online, cerchiamo di costruire una comunicazione personale.

Infatti gli account social Mia Moltrasio sono attivissimi e seguitissimi! Quanto pensi siano rilevanti per un brand questi nuovi canali di comunicazione?
I social permettono a brand neonati di avere una visibilità che anche solo fino a 5 anni fa era impensabile. Credo poi stia alla capacità del singolo marchio sfruttare al meglio questa possibilità e trovare l’approccio migliore per comunicare il proprio messaggio.

“La nostra ballerina è fatta e finita in Italia.
Abbiamo conosciuto gli artigiani marchigiani,
ci siamo innamorati delle loro mani e
del loro accento. Abbiamo aperto la porta di casa e siamo entrati nelle fabbriche comasche,
ci siamo innamorati delle nostre sete e
abbiamo fatto il nostro velluto.”

“Abbiamo rovistato nei magazzini,
ci siamo innamorati delle
trame jaquarde e abbiamo fatto le nostre bustine.
Abbiamo messo insieme
queste provenienze e abbiamo
fatto la nostra ballerina.”

C’è uno showroom in cui vi piacerebbe vendere e presentare le vostre creazioni? 
Ci piacerebbe iniziare a esportare il nostro marchio. Con la prossima collezione autunnale saremo a Parigi da LeBon Marché. Se me lo avessi chiesto un anno fa, lo avrei considerate impossibile!

Oltre alla ormai affermata ballerina, prevedete di passare alla produzione di altre tipologie di calzature?
Vorremo estendere l’offerta di prodotto inserendo un modello con il tacco: ci stiamo lavorando proprio in queste settimane. E, magari tra un anno, anche gli accessori.

Ballerina a punta in seta con laccetto e tallone glitter – Collezione Mia Moltrasio Primavera 2017

E per finire la nostra domanda di rito: qual è la tua cosabella?
Credo di essere banale nella risposta, ma la mia cosabella è la mia famiglia.

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Credits: Mia Moltrasio

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