Un tempo i cuscini rappresentavano oggetti artistici molto ambiti, al pari di opere d’arte. In Egitto e nell’Antica Cina venivano realizzati con preziosi tessuti e decorati con pietre e oro zecchino, mentre nell’Europa medievale erano parte integrante dei corredi nuziali delle figlie delle ricche famiglie nobili. Poi, pian piano, complice la produzione seriale e i tessuti commerciali, li abbiamo scacciati dalle nostre dimore e rinchiusi in soffitta. Ma oggi, grazie all’utilizzo di tessuti personalizzabili e di lavorazioni tessili che mescolano artigianato e avanguardia tecnica, sono tornati finalmente nelle nostre case, con un allure contemporaneo.

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Home Shaker by Barbara Volonté

Basti vedere quelli creati dalla graphic designer Barbara Volontè, con il suo giovanissimo marchio Home Shaker: cuscini fatti a mano, pensati per vestire con personalità le nostre case, capaci di arricchire anche gli angoli domestici più anonimi.

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Collezioni Home Shaker by Barbara Volonté

Home Shaker, intervista a Barbara Volontè

Partiamo dalla storia di Home Shaker: come nasce l’idea di un progetto tessile per la casa?
A me piace chiamarla creatività repressa, quei momenti in cui fai delle cose per puro sfogo e poi ti ritrovi a pensare che forse potrebbe essere qualche cosa di più concreto. Spesso le cose belle le scopri per caso. Così un po’ per caso e un po’ per la voglia di aggiungere un nuovo percorso a quello che già faccio è nato Home Shaker, un progetto tessile che vuole unire il mio lavoro come graphic designer alla mia passione per gli interni e la casa. Questo progetto ha come intento quello di creare ambienti piacevoli attraverso i prodotti che realizzo. Per ora sono principalmente cuscini per l’arredo, perché sono dei passe-partout da mettere in giro per casa e oltre che decorativi sono capaci di dare un’immediata personalità agli ambienti. Il mio desiderio maggiore è poter realizzare pezzi su misura, per privati o piccole realtà ricettive, per aggiungere unicità e personalità agli ambienti.

E perché questo nome?
Home Shaker prende ispirazione dal cocktail shaker, lo strumento per preparare bevande, perché il principio è proprio quello di unire più elementi per creare qualche cosa di buono. In più, è anche quello che potremmo fare nelle nostre case quando c’è bisogno di cambiamento: “shakerarle” un po’.

Per le tue collezioni e i primi prototipi parti sempre dal disegno a mano libera o da fotografie scattate da te. Quali sono i tuoi riferimenti artistici? A cosa ti ispiri?
Per i miei progetti parto dalla ricerca di immagini, mi lascio ispirare da quello che visivamente mi colpisce di più. Trovo più facile ragionare con colori e fotografie alla mano, preparando una sorta di moodboard. Inoltre presto attenzione ai colori e agli stili di tendenza, anche se non mi piace essere troppo legata alle mode del momento.  La collezione Arte, ad esempio, prende forma da mie fotografie di foglie e fiori fatte per passione, poi elaborate in digitale e rese pattern da stampare. Ora questa linea si sta arricchendo di dettagli ricamati, piccoli nodi che rendono la texture del tessuto particolare al tatto e valorizzano la stampa. Tutto, piano piano, si evolve.

Home Shaker, metodo e ispirazione

Quali sono gli strumenti e i tempi di realizzazione per una collezione?
Attualmente potete vedere linee prettamente grafiche, ma le nuove proposte che saranno presto sul sito prevedono l’inserimento di dettagli ricamati che valorizzano tessuto e grafica. I tempi di realizzazione sono abbastanza flessibili: quello che incide è la realizzazione di un nuovo pattern, perché nei miei lavori c’è la combinazione di più elementi, ma uno su tutti è il disegno a mano libera, gli schizzi sono ancora fondamentali per avere un idea di massima del risultato finale.

Qual è il tuo modus operandi?
Faccio una ricerca dei colori accostando i tessuti che voglio utilizzare ai miei disegni, poi subentrano gli strumenti digitali per la definizione del pattern per la stampa. Considero la realizzazione di un cuscino un processo a 360°: oltre che creativo è anche un lavoro artigianale, il taglio del tessuto, l’uso della macchina da cucire ed ora anche il ricamo.

E sul fronte delle materie prime, come procedi?
I tessuti che prediligo sono scampoli di produzione industriali di origine naturale, cotone o lino, piccole quantità. Mi piace l’idea del pezzo unico non in serie, replicabile sì, ma mai identici tra loro: anche nel difetto del fatto a mano che si trova il valore dei un prodotto.

Dall’idea alla realizzazione: come nascono i cuscini handmade firmati Home Shaker

Come gran parte dei creativi contemporanei tu lavori da casa. Ci descriveresti la tua postazione di lavoro?
Il progetto Home Shaker, come dicevo è nato per una serie di coincidenze. Per questo, un po’ alla volta, mi sto creando un piccolo angolo con tutto il materiale che mi serve per la realizzazione dei cuscini, il mio piccolo laboratorio casalingo. Qui prende vita l’intero processo di creazione, dai disegni alla confezione del cuscino.

Social si, social no: quanto ritieni importante il web per il successo di un brand di prodotti handmade?
Il web è molto importante per un brand, non solo per la divulgazione di un progetto, ma anche perché ti permette di avere in tempi stretti le opinioni di un pubblico vasto. Tramite i social, soprattutto se come nel mio caso si creano prodotti handmade, ho la possibilità di mostrare tutto il percorso creativo, raccontarmi come creativa e raccontare il valore del mio lavoro.

E per chiudere, la nostra domanda di rito: qual è la tua cosabella?
La voglia di fare.

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Credits: Home Shaker

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