BELLO&FATTO A MANO - Illustrazione di Mariachiara Tirinzoni

BELLO&FATTO A MANO – Illustrazione di Mariachiara Tirinzoni

E’ vero, i piccoli centri di provincia non offrono molto. Spesso sono solo luoghi dormitorio per pendolari che partono all’alba verso le grandi città e vi ritornano quando il sole è già tramontato. Eppure ci sono posti belli che si possono trovare solo in questi minuscoli paesi dimenticati dalle logiche del mondo moderno. Sto parlando di botteghe e laboratori artigianali che sono state la base salda della nostra economia, di piccole aziende a conduzione familiare che ancora oggi cercano di sopravvivere guidati solo dalla passione e dalle tradizioni tramandate di generazione in generazione. E se poi queste tradizioni vengono accolte e risvegliate dalle nuove leve di famiglia che sanno come oggi gira il mondo e il mercato, ecco come anche antichi mestieri divengono progetti vincenti, scommesse su cui puntare. E’ il caso di Cellini Eyewear, un nuovissimo marchio di occhiali 100% made in Italy prodotto interamente a mano e lanciato da una famiglia che è nel campo dell’occhialeria dal 1947.

Abbiamo incontrato la giovanissima Assistant Manager del marchio Olimpia Fanali che nel laboratorio di famiglia, tra macchinari, aste, lenti, cerniere e campioni pronti ad essere esportati in tutto il mondo ci ha raccontato la bellezza di un mestiere fatto a mano.

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Mio nonno, Oreste Tonda, ha aperto la strada al mio futuro e a quello dei suoi figli, non facendomi mai sentire inadeguata o incapace. E la scelta di continuare questa tradizione di famiglia servirà a mettere in pratica al meglio tutti i suoi insegnamenti con la speranza di non deluderlo mai.” Olimpia Fanali – Assistant Manager Cellini Eyewear

CB: Ciao Olimpia, tu sei l’ultima in famiglia ad essere entrata nel mondo dell’occhialeria, ci racconti come nasce questa tradizione familiare tramandata di generazione in generazione?

La nostra famiglia ha origini cadorine, venete. Per chi non lo sapesse questa zona, soprattutto la provincia di Belluno, è da sempre conosciuta come la patria dell’occhialeria. La nostra tradizione ha inizio nel 1947. Il padre di mio nonno fu il primo a lavorare in azienda, cominciando in giovane età come un semplice tecnico. Con il trascorrere del tempo e l’esperienza acquisita, decise di aprire una piccola fabbrica di occhiali tutta sua a Grea di Cadore. Ancora oggi, a distanza di tanti anni, si può vedere l’edificio intatto, ormai vuoto, con la scritta in stampatello maiuscolo di un rosso sbiadito TF OCCHIALI. TF stava per Felice Tonda, il mio bisnonno. Quella fu la prima nostra azienda in assoluto. Con l’entrata di mio nonno in fabbrica, nel ’56 decisero di spostarsi dal Cadore e costruire la prima nel Lazio, qui, a Subiaco in provincia di Roma. Chiaramente il mio bisnonno venne a mancare dopo alcuni anni, così mio nonno decise di far entrare in azienda i suoi 7 fratelli. Siamo sempre stati una famiglia numerosa, diversa sotto tanti aspetti, ma con un’unica passione in comune: lavorare gli occhiali. Questo amore di imparare IL MESTIERE e applicarlo nel concreto, dura ancora oggi ed è un amore vivo più che mai nonostante il tempo abbia cambiato molte cose, ed è una passione che coinvolge tutti: mia madre, i miei zii, cugini, me. Dopodiché, per motivi logistici mio nonno si allontanò dai suoi fratelli e decise di spostare la sua fabbrica a Carsoli, in Abruzzo. Da questo momento in poi i miei ricordi non sono più vaghi, ma decisamente chiari e ricorrenti. Ero solamente una bambina, eppure ricordo perfettamente volti, suoni e profumi. L’odore di acetone o quella della celluloide appena tagliata; il rumore continuo della timbratrice che stampava sull’asta o il calore della macchina che affogava le cerniere. Ho il flashback di tanti, tantissimi operai, ognuno impegnato nel proprio settore. Alcuni di loro (oggi miei collaboratori, sembra assurdo!) mi coccolavano come fossi la mascotte dell’azienda. Mio nonno per me era un eroe e lo è ancora adesso. Questo omone aveva creato il mio regno, il mio “parco giochi” nella massima riservatezza, nel rispetto degli altri, non mancando mai sul posto di lavoro e nel suo essere silenzioso da tipico nordico.

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Photo Credits: CosebelleMag

CB: A 25 anni già sei assistant manager di un’azienda. Come è stato il tuo percorso?

Il mio, è stato il classico percorso di una ragazza a cui è sempre piaciuto studiare e sapere. Uscita dal Liceo linguistico ho proseguito i miei studi iscrivendomi all’università scegliendo lingue come indirizzo. Ma crescere nel campo dell’occhialeria per me era fondamentale; non mi erano bastate le giornate passate nel negozio di mia madre ad ascoltare ed osservare. Volevo saperne di più. Così, decisi di frequentare un corso biennale per ottici, dal quale ho ottenuto in seguito la licenza per poter esercitare IL MESTIERE. Dopo l’esperienza nei negozi di famiglia e una piccola “fuori casa”, è stato mio zio a propormi il lavoro in azienda. Nella sua azienda, oggi anche un po’ mia. Una cosa molto più grande di me, che non aveva niente a che fare con un negozio, con la vendita diretta al cliente, ma era un’ulteriore opportunità per mettere in pratica quelle doti che avevo acquisito nel tempo, sfruttando anche la mia laurea, avendo clienti soprattutto esteri. Ogni giorno mi rendo conto di imparare una cosa nuova, c’è sempre un tassello in più nel mio percorso formativo e, la cosa più bella, è lavorare al fianco di una persona che crede in te e che ti ha dato piena fiducia si dal primo giorno.

CB: Siamo abituati a concepire un occhiale come un prodotto finito, ma la sua creazione necessita di un lavoro manuale minuzioso e di precisione. Ci racconti come si costruisce?

Non ci si aspetterebbe mai un processo tanto impegnativo dietro un pezzo di plastica, se cosi volgarmente vogliamo definirlo. Eppure è quello che accade in fabbrica. La creazione di un occhiale necessita di tanta attenzione, tanta precisione e pazienza. Si disegna, si progetta al computer, si scelgono le lastre (termine tecnico che si riferisce ad una plastica acetata), si pantografa, si buratta, ovvero dove viene incisa e tagliata la forma. In seguito, vengono affogate le cerniere, solo dopo aver preso le misure con carta millimetrica. Si montano le anime nelle aste e in seguito si assemblano al frontale. Il passo finale, è la lucidatura. Tutto questo processo chiaramente riguarda gli occhiali in lastra (in plastica) quello per cui la nostra azienda è specializzata.

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Photo Credits: CosebelleMag

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Photo Credits: CosebelleMag

CB: Ricordi la prima mansione svolta in laboratorio? Il tuo primo pezzo realizzato a mano?

La prima mansione svolta in laboratorio è stata davanti alla ruota, che noi in fabbrica utilizziamo per ottenere la lucidatura finale del prodotto. Sono stata piazzata lì non sapendo nemmeno quello che avrei dovuto fare. Dopo il primo momento di panico, è stato assurdo vedere come da un occhiale grezzo, dalle linee non del tutto definite ed opaco in tutti i suoi aspetti, sarebbe uscito fuori alla fine come qualcosa di meraviglioso. Un pezzo da collezione.

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“Con la nostra collezione Cellini Eyewear, ci poniamo come obiettivo la crescita del Made in Italy mantenendo dunque la tradizione ma dando spazio al design e alla modernità.” Photo Credits: CosebelleMag

CB: State lanciando un nuovo marchio artigianale completamente made in Italy: Cellini Eyewear. Come nasce una collezione di occhiali?

Una collezione di occhiali non nasce tutti i giorni, ha chiaramente bisogno di tempo. Si studia, partendo dalle forme, per arrivare alla scelta dei colori. Come per un abito. Deve essere qualcosa che colpisce, che sia una novità ma allo stesso tempo di tendenza e al passo con la moda. Dar vita ad un marchio partendo da zero non è semplice e non è facile fare la differenza, ma puntando alla qualità sicuramente non si sbaglia. 

CB: Cosa ti aspetti dal futuro?

Guardando al futuro mi auguro che la nostra tradizione di famiglia non abbia mai fine, che dopo di me anche i miei figli portino avanti e sempre alto il nome dell’artigianato italiano. Mi auguro che ci siano tempi migliori per tutti gli imprenditori, anche i piu piccoli, che davvero credono nel Made in Italy e nel lavoro fatto a mano e vedono in questo paese una speranza di ripresa e di crescita.

CB: Una cosabella

Una cosa bella è creare qualcosa partendo da zero, progettarlo, fabbricarlo e vederlo crescere man mano sotto i proprio occhi e le proprie mani. Una cosa bella è la passione che una persona mette in ciò che fa perché ci crede davvero, e vedere che tutto questo impegno poi viene ripagato perché riconosciuto ed apprezzato dalle persone che ti circondano. Una cosa bella è avere qualcuno accanto che ha piena fiducia in te e che ti appoggerà sempre. Una cosa bella è la bellezza in sé, e l’amore. In tutte le sue forme.

 

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