Può essere una scelta, ma può anche accadere per caso. Per molti è “quello che ho sempre sognato”, per altri si traduce in un isolamento non voluto. Qualunque sia la sensazione prevalente, trovarsi “a casa per lavoro“, ovvero svolgere un’attività professionale senza recarsi ogni giorno in un ufficio o in un’azienda, può far emergere il bisogno di identificare uno spazio personale dove tutto quanto fa parte del proprio mestiere venga raccolto e custodito.

L’argomento è talmente attuale da aver destato l’interesse degli organizzatori del Salone del Mobile. Appena un anno fa, tra gli stand del SaloneUfficio, trovava posto l’allestimento-evento “Progetto: ufficio da abitare” dell’architetto francese Jean Nouvel: oltre ai più tradizionali layout espositivi, legati agli open space, ai luoghi di rappresentanza destinati a grandi società e al vivace fenomeno del co-working, faceva la sua comparsa anche la soluzione ibrida, costituita dall’abitazione in cui si vive e  si lavora. Una tendenza in espansione, alle cui richieste designer e produttori iniziano a rispondere con arredi in grado di associare più funzioni e di mutare aspetto, secondo le necessità. Esperienze come la Giornata del lavoro agile promossa per oggi, 6 febbraio 2014, dal Comune di Milano estendono ulteriormente il campo di interesse e propongono per il futuro un modello in cui ad essere scardinato è addirittura il binomio lavoro-postazione fissa indoor.

Intanto, la domanda aperta è soprattutto una: come può adattarsi chi lavora da casa, anche in un’abitazione di dimensioni contenute? Una delle soluzioni più frequenti è l’adozione di un sistema combinato parete attrezzata + piano di appoggio-consolle, un modello economico e adattabile al resto dell’arredamento. E non mancano ingegnose variazioni sul tema, come questa accattivante struttura ideata dalla designer italiana Micaela Nardella.

LA NOVITA’ (bella) DEL MESE

BELLO DI CASA_A CASA PER LAVORO_cosebellemagazine_09

Crane-it by Micaela Nardella – Immagine estratta dal sito

Prodotto: Crane-it | DesignerMicaela Nardella | Prototipo presentato nella collettiva “Post-Port” in Rotterdam.
E’ una cosabella perchè: Pulegge, corde e maniglie, ovvero strumenti legati ai lavori manuali, diventano elementi essenziali di questo modulo individuale, una sorta di una macchina domestica nella quale svolgere i proprio compiti. Al piano d’appoggio possono essere associate delle mensole-contenitore, la cui altezza viene regolata manualmente dall’utente.

Per chi è in cerca di una nuova postazione e per quanti volessero rinnovare la propria con le novità-cancelleria, ecco alcune ispirazioni:

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– Gennaio 2014>> GIARDINO D’INVERNO