Malakai, The Ugly Side Of Love

(Domino – Invada, 2010)

Partiamo con le presentazioni ufficiali: i Malakai sono un duo di Bristol composto da un dj, Studio-Gee a un Mc, Scott. L’album d’ esordio “The Ugly Side Of Love”, per dirlo alla Dente: “L’amore non è bello”, è stato prodotto niente di meno che da Geoff Barrow, mente dei Portishead, mica bruscolini.

Il disco è un guazzabuglio di suoni e inspirazioni diverse. Una breve esplosione di musica patchwork. La tendenza al collage si intuisce anche dalla copertina dell’album che si presenta come una serie di immagini messe insieme senza nessun legame apparente ma con un buon risultato estetico. Dopo un esordio di così grande talento è difficile pensare ai possibili sviluppi musicali del duo di Bristol e, in fondo, questo è un punto a loro favore, come l’impossibilità di incasellarli in un preciso genere musicale, dal momento che si divertono a mischiare reggae giamaicano alla Horace Andy, funky, garage, dub tutto arrangiato con spavalderia psichedelica. Dentro “The Ugly Side Of Love” c’è proprio di tutto: dal campionamento tratto del film cult “The Warriors” che si sviluppa in sonorità garage, alla ballata sixties che ricorda i Kinks e i Beach Boys in versione acida, “Another Sun”. In un disco siffatto è molto alto il rischio di creare un calderone di suoni non amalgamati che impazziscono come la panna montata. Abilmente però i nostri Malakai hanno fatto di un potenziale rischio il grande pregio di “The Ugly Side Of Love”: un gioiello di disordinato ordine, coeso e ironicamente ispirato. Non manca mai nè sostanza nè energia alle loro canzoni che virano da un genere all’altro in modo assolutamente spontaneo. Assolutamente credibile.

A volte oppressivo, a volte indulgente e selvaggiamente disorientate, l’album tiene vivo il desiderio di dare un senso a questa miscela di suoni dandone un morso e un altro ancora, fino a divorarlo. Buon appetito.