Il re delle erbe aromatiche.

Il Basilico, pianta aromatica originaria delle zone calde dell’Asia e dell’Africa, è largamente utilizzato in cucina, per sughi al pomodoro, insalate fresche, ma sopratutto per il classico pesto.

Il nome deriva dal greco “Basilikòs”, che significa “regale”, ad indicare che questa era già considerata nell’antichità come la “regina delle erbe”. Alcuni racconti descrivono la tomba di Cristo arricchita da numerose piantine di basilico, che ancora oggi vengono disposte ad ornare gli altari delle chiese ortodosse.

Utilizzato per aromatizzare pietanze o conserve, il basilico si racconta abbia anche altri poteri: i contadini messicani, dai quali era considerato un potente talismano, ne portavano sempre qualche foglia con sé per “attirare” il denaro o la persona amata. Anche Plinio il Vecchio attribuiva al basilico proprietà afrodisiache.

Il basilico venne considerata una pianta sacra anche perché si pensava fosse capace di guarire le ferite, soprattutto quelle degli archibugi e risultava tra gli ingredienti dell’acqua rossa vulneraria.

È così profumato che si dice abbia il potere di tenere lontane mosche e zanzare, per cui è consigliabile seminarlo in vasi da tenere sul davanzale, ricordando di annaffiarlo frequentemente e di cimarlo prima che compaiano le infiorescenze (servirà a renderlo più folto). A tal proposito, chi non ricorda il racconto di Lisabetta da Messina, nel Decameron di Boccaccio, che seppellì la testa del suo amante in un vaso di basilico annaffiandolo con le sue lacrime?!